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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6685/2023 del 16/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza per violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla responsabilità per appropriazione indebita. Sostiene che la Corte si sarebbe eccessivamente affidata alle dichiarazioni della persona offesa senza adeguata valutazione della loro attendibilità e senza riscontri, omettendo di considerare la tesi difensiva che gli oggetti non furono noleggiati ma oggetto di contratto di compravendita (con pagamento parziale). Deduce inoltre violazione di legge per la mancata assunzione di una prova decisiva, la testimonianza del padre, che secondo il ricorrente non era tardiva e poteva contraddire l'accusa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e generico, ritenendone l'inammissibilità. Ha confermato che la Corte territoriale disponeva di specifici riscontri alle dichiarazioni della vittima, in particolare una mail inviata dallo stesso imputato che menzionava il noleggio dei beni, circostanza idonea a superare l'assenza di un contratto scritto. Ha inoltre considerato rilevante la situazione economica dell'imputato (sfratto per morosità) come indicativa dell'impossibilità di un acquisto di beni del valore di circa 36.000 euro e ha osservato l'assenza di documentazione bancaria che comprovasse pagamenti. Per tali ragioni ha ritenuto non necessaria l'escussione del padre, che non era testimone diretto. Conseguentemente ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende. Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • appropriazione indebita (codice penale, art. 646)

    La Corte ha qualificato il fatto come appropriazione indebita in relazione a beni mobili concessi in noleggio: ha ritenuto acquisiti elementi di fatto (es. mail dell'imputato, situazione economica) che legittimano tale qualificazione anziché l'esistenza di una compravendita.

Massime di principio

  • La qualificazione giuridica di un rapporto (noleggio vs compravendita) può essere desunta da elementi indiziari e documentali anche in assenza di un contratto scritto, se vi sono riscontri credibili (es. corrispondenza elettronica).
  • La valutazione della attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa può essere supportata da riscontri concreti; la mera contestazione generica dell'attendibilità senza indicare elementi nuovi è spesso insufficiente in cassazione.
  • Lo stato patrimoniale o le condizioni economiche dell'imputato possono essere valutati come elemento indiziario rispetto alla possibilità di aver effettuato un acquisto oneroso.
  • Richieste di assunzione di prove testimoniali possono essere rigettate se il teste non è testimone diretto dei fatti o se la prova è superflua rispetto alla ricostruzione probatoria già formata; in cassazione tale doglianza va adeguatamente motivata.
  • I ricorsi generici e privi di specifica indicazione delle doglianze di diritto o dei punti di fatto non assumeranno rilevanza e rischiano l'inammissibilità; va dunque esposta chiaramente la novità probatoria o l'errore giuridico concreto.

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