Cassazione Penale, Sentenza n. 10426/2023 del 13/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore materiale o di fatto nella sentenza della Terza Sezione penale del 08/02/2022. Il ricorrente deduceva due profili: 1) travisamento relativo all'uso esclusivo dell'abitazione di via Tanaro n.56 ove furono rinvenute le scritture contabili della societa Della Valle s.r.l., sostenendo che l'immobile era di proprieta del padre e non in uso esclusivo al ricorrente; 2) erronea indicazione del periodo di esercizio della carica di amministratore di diritto, con la sentenza che riportava il termine al 2016 invece che al 2006.
La decisione
Il ricorso e stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le questioni prospettate non siano riconducibili a errore materiale o di fatto in senso percettivo, ma piuttosto a valutazioni di merito e a errori di giudizio non sanabili con il rimedio straordinario di cui all'art. 625-bis c.p.p. Il primo motivo attiene alla valutazione dell'evidenza probatoria (quindi insindacabile in sede straordinaria); il secondo motivo e stato qualificato come valutazione o, in parte, come semplice lapsus calami nella trascrizione dell'anno e non come errore percettivo rilevante. Conseguentemente il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il rimedio e ammesso unicamente per errori percettivi materiali o di fatto nella decisione della Corte di cassazione; sono esclusi errori di valutazione, travisamento della prova e questioni di merito che comporterebbero un riesame probatorio o un ulteriore grado di giudizio.
Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata in relazione alla condanna per inammissibilita e alla quantificazione della somma da versare alla Cassa delle ammende; utilizzo della giurisprudenza costituzionale per giustificare la sanzione pecuniaria in assenza di colpa grave del ricorrente nella determinazione dell'inammissibilita.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (principi richiamati)
Ripresa di precedenti orientamenti (tra cui Sez. U n. 37505/2011, Sez. U n. 16103/2002, Sez. 3 n. 26635/2013, Sez. 2 n. 29450/2018, ecc.) che chiariscono i limiti dell'art. 625-bis c.p.p.: il ricorso straordinario puo censurare solo errori percettivi della Corte di cassazione stessa e non decisioni con contenuto valutativo o interpretativo sulle prove o sul fatto.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. e utilizzabile solo per errori percettivi evidenti e limitati alla lettura o alla trascrizione degli atti interni della Corte di cassazione, non per contestare valutazioni probatorie o decisioni di merito.
- Le censure sul travisamento della prova o sul travisamento del fatto devono essere esperite con i rimedi ordinari (appello, ricorso per cassazione nei limiti consentiti), non con il rimedio straordinario per errore materiale o di fatto.
- Un mero lapsus calami o un errore formale nella trascrizione di un anno o di un dato che non incide sulla sostanza della decisione difficilmente legittima il ricorso straordinario; occorre dimostrare che l'errore percettivo ha determinato la decisione in modo diverso.
- Perche un ricorso ex art. 625-bis abbia chances di ammissibilita e necessario dimostrare con chiarezza che la Corte di cassazione ha operato una svista percettiva nella lettura delle proprie risultanze processuali e che tale svista ha influito sul processo decisionale.
- La proposizione di ricorsi manifestamente impropri puo comportare condanne al pagamento delle spese e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende, salvo che non si provi l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita.
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