Cassazione Penale, Sentenza n. 41127/2024 del 07/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ruscino ha impugnato l'ordinanza che, dopo aver riconosciuto la continuazione tra reati, ha rideterminato la pena unica e applicato pene accessorie. Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'applicazione delle pene accessorie, sostenendo che tali pene devono essere calcolate con riferimento alla pena inflitta per il reato piu grave e non sulla pena complessiva risultante dall'aumento per continuazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato costante giurisprudenza secondo cui, in caso di condanna per reato continuato, la durata della pena accessoria (in particolare l'interdizione dai pubblici uffici) va determinata sulla base della pena inflitta per il reato piu grave, tenendo conto delle circostanze attenuanti/aggravanti e delle eventuali diminuzioni per rito speciale, e non sulla pena complessiva maggiorata per la continuazione. Applicando questo principio al caso di specie, avendo il reato piu grave comportato una pena di tre anni, sei mesi e venti giorni, la Corte ha annullato senza rinvio l'applicazione dell'interdizione legale (eliminata) e ha sostituito l'interdizione perpetua dai pubblici uffici con l'interdizione temporanea dai pubblici uffici della durata di anni cinque.
Norme richiamate
La Corte interpreta l'art. 29 nel senso che la soglia per l'applicazione delle diverse forme di interdizione dai pubblici uffici deve essere valutata sulla pena inflitta per il reato piu grave e non sulla pena complessiva aumentata per la continuazione
L'art. 32, che disciplina l'interdizione legale, è stato richiamato per affermare che tale pena accessoria è obbligatoria solo quando ricorra la previsione normativa (ergastolo o reclusione non inferiore a cinque anni), criterio applicabile valutando la pena per il reato piu grave
Massime di principio
- In caso di condanna per reato continuato, per determinare l'applicazione e la durata delle pene accessorie occorre fare riferimento alla pena irrogata per il reato piu grave, non alla pena complessiva risultante dall'aumento per continuazione.
- L'interdizione legale prevista dall'art. 32 cod. pen. è obbligatoria solo se la pena principale (considerata per il reato piu grave) raggiunge la soglia prevista (ergastolo o reclusione almeno quinquennale); se la pena per il reato piu grave è inferiore alla soglia, l'interdizione legale non si applica.
- Per l'interdizione dai pubblici uffici (art. 29), la forma e la durata vanno commisurate alla pena del reato piu grave: pene principali inferiori a cinque anni comportano, se del caso, l'interdizione temporanea; pene pari o superiori a cinque anni possono comportare interdizione perpetua, salvo diversa previsione.
- Il fatto che la pena complessiva sia aumentata per effetto della continuazione non altera il giudizio sulle pene accessorie: queste devono essere calcolate 'prima' dell'aumento e tengono conto delle specifiche determinazioni sul reato piu grave (circostanze attenuanti/aggravanti e diminuzioni procedurali).
- La Cassazione può annullare senza rinvio la parte dell'atto che applica erroneamente pene accessorie, correggendo la tipologia e la durata delle stesse quando il diritto applicabile risulta chiaro e la correzione non richiede nuovo esame dei fatti.
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