Cassazione Penale, Sentenza n. 25811/2025 del 14/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato il suo reclamo avverso il decreto ministeriale di proroga del regime penitenziario differenziato ex art. 41-bis. Sosteneva violazione di legge e carenza assoluta di motivazione, deducendo l'assenza di specifici e recenti elementi che dimostrassero la persistente operatività della cosca di pregressa affiliazione (la cosca Ciavarella) e la contemporaneità di un ruolo verticistico, nonché la mancanza di dati significativi sulla capacità del detenuto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza si è attenuta ai principi di legge: il giudizio richiesto dall'art. 41-bis è prognostico e non richiede prova piena, potendo fondarsi su elementi desumibili da condanne, procedimenti e circostanze (ruolo assunto, ampiezza delle relazioni, perdurante operatività del clan, esiti osservazione penitenziaria, legami familiari). Nel caso concreto sono stati ritenuti provati il ruolo apicale del ricorrente, la perdurante operatività del clan Li Bergolis (connesso alla cosca Ciavarella), i legami rafforzativi familiari e l'assenza di segnali di distacco dalla criminalità; la motivazione è stata giudicata non apparente e adeguata. Di conseguenza il ricorso è respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 41-bis Ordinamento penitenziario
commi 2 e ss.; comma 2-bis
Disciplina l'adozione e le proroghe del regime penitenziario differenziato per motivi di ordine e sicurezza pubblica; richiede il riscontro di elementi che permettano una ragionevole previsione di collegamenti con associazioni criminali. Il giudizio è prognostico (non un accertamento probatorio pieno) e può fondarsi su elementi quali profilo criminale, ruolo nell'associazione, perdurante operatività dell'organizzazione, nuove incriminazioni, esiti del trattamento penitenziario, tenore di vita dei familiari; il mero decorso del tempo non è di per sé sufficiente a escludere la capacità di mantenere collegamenti.
citato per la condanna alle spese processuali
Prevede conseguenze sulle spese processuali a seguito del rigetto dell'impugnazione; utilizzato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
Massime di principio
- La valutazione per l'applicazione o la proroga del 41-bis è di natura prognostica: non è richiesta la prova oltre ogni ragionevole dubbio ma una ragionevole previsione fondata su dati conoscitivi.
- Principali elementi rilevanti: ruolo e posizione ricoperti nel contesto criminale, ampiezza e qualità delle relazioni, perdurante operatività dell'organizzazione, esiti dell'osservazione/trattamento penitenziario, eventuali nuove incriminazioni, tenore di vita dei familiari.
- La perdurante operatività del clan e i legami familiari che la rafforzano possono essere considerati indici significativi della capacità del detenuto di mantenere collegamenti esterni.
- La condotta in carcere (esiti dell'osservazione penitenziaria) è valutata insieme agli altri elementi e può rafforzare la prognosi sulla persistenza del collegamento organizzativo.
- Il mero decorso del tempo non è sufficiente per escludere la capacità di mantenere collegamenti; occorrono elementi concreti e recenti contrari a tale capacità per ottenere la revoca o la non proroga.
- La motivazione del giudice (Tribunale di sorveglianza) deve essere non apparente e adeguata: se ben argomentata, il sindacato di legittimità si limita a censure per violazione di legge.
- In assenza di nuovi fatti o prove incisive che smentiscano i presupposti originari, la proroga del regime può essere legittimamente disposta anche sulla base della persistenza delle condizioni che l'avevano giustificata.
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