Cassazione Penale, Sentenza n. 40160/2022 del 24/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello per due linee principali: (i) illegittima acquisizione mediante lettura ex art. 512 c.p.p. delle dichiarazioni della persona offesa Antonino Reina e della teste Daniela Baranga, perché le ricerche per reperirli sarebbero state incomplete e non adeguate (mancanza di ricerche presso amministrazione carceraria, luogo di lavoro, luogo di nascita in Romania, vicini di casa), e dunque violazione degli artt. 159, 512 c.p.p., art. 111 Cost. e art. 6 CEDU; (ii) per Bua, censura anche sul ricalcolo dell'aumento per recidiva operato dalla Corte d'appello che, a suo dire, avrebbe determinato una reformatio in peius in assenza di appello del pubblico ministero (rilevando violazione dell'art. 597 c.p.p. e divieto di reformatio in peius).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Quanto alle ricerche per rendere utilizzabili le dichiarazioni di testi irreperibili, la Corte ha accertato dagli atti che dal 2017 al 2019 erano state effettuate ricerche anagrafiche in Erice e Trapani, accertamenti tramite ex coniuge e reperimento di utenze cellulari senza esito, e che in data 27/02/2019 furono depositati verbali di vane ricerche. I difensori non indicarono luoghi specifici o recapiti in Romania che giustificassero ricerche ulteriori; quindi le ricerche furono ritenute adeguate e la lettura lecita. Quanto al secondo motivo di Bua, la Corte ha rilevato che la Corte d'appello aveva chiarito e ricalcolato le singole scansionii della pena, correggendo anche aumenti errati (escludendo l'aumento per la continuazione), e in definitiva aveva ridotto la pena complessiva rispetto al primo giudice, per cui non sussiste reformatio in peius né violazione. Per questi motivi i ricorsi sono inammissibili; i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Regola la possibilità di acquisire mediante lettura le dichiarazioni rese da persone irreperibili; la Corte ha ritenuto che tali dichiarazioni siano utilizzabili solo dopo vane ed adeguate ricerche, ma ha ritenuto eseguite le ricerche risultanti dagli atti (2017-2019) e quindi legittima l'acquisizione
Indica i luoghi nei quali effettuare ricerche per reperire testi irreperibili a titolo preferenziale; la Corte sottolinea che non sono esclusi ulteriori accertamenti, ma questi sono necessari solo se dagli atti emergono specifici elementi che li giustifichino (es. recapiti esteri). In assenza di indicazioni concrete dalla difesa, le ricerche effettuate in Italia sono state ritenute sufficienti
Individua i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione e travisamento della prova); la Corte ha ritenuto i motivi generici e non confrontati con le risultanze processuali, quindi inammissibili
Norma sulla riserva di impugnazione del pubblico ministero relativamente alla reformatio in peius; la Corte ha ritenuto che non sia avvenuta una reformatio in peius perché la Corte d'appello ha effettivamente ridotto la pena complessiva e ha specificato il calcolo quando il primo giudice era stato generico
art. 111 Costituzione
Richiamata in riferimento al diritto a un giusto processo e alle esigenze di completa motivazione e ricerca della verità; la Corte l'ha richiamata per ricordare l'obbligo di adeguate ricerche ma ha ritenuto adempiuti gli obblighi processuali nel caso concreto
art. 6 CEDU
Richiamato a tutela del diritto a un processo equo; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione, atteso che le ricerche effettuate e la documentazione versata consentivano la valutazione della fondatezza delle dichiarazioni acquisite
Prevede la condanna alle spese per ricorsi dichiarati inammissibili; la Corte ha condannato i ricorrenti alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende
Massime di principio
- La dichiarazione di un teste irreperibile può essere acquisita mediante lettura ex art. 512 c.p.p. solo dopo vane e adeguate ricerche: è necessario che dagli atti emergano le specifiche operazioni svolte e gli esiti
- Le ricerche previste dall'art. 159 c.p.p. sono preferenziali ma non tassative: occorre estenderle all'estero solo se esistono elementi concreti (recapiti, notizie di trasferimento) che rendano tali accertamenti ragionevoli e utili
- Se la difesa non indica luoghi o recapiti specifici dove svolgere ulteriori ricerche, l'eccezione di incompletezza delle ricerche rischia di essere generica e inammissibile
- Il divieto di reformatio in peius non impedisce alla Corte d'appello di precisare o ricalcolare la pena quando il primo giudice non ha specificato il calcolo: non c'è reformatio in peius se la decisione di appello comporta una riduzione complessiva della pena o rettifica errori senza aggravare ingiustificatamente la posizione del ricorrente
- Per ottenere l'annullamento per violazioni procedurali legate alla utilizzabilità di dichiarazioni di testi, il ricorrente deve documentare concretamente cosa sia mancato nelle ricerche (luoghi, recapiti, elementi che suggeriscano indagini estere), non limitarsi a censure generiche
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