Cassazione Penale, Ordinanza n. 33468/2026 del 14/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 29 settembre 2025. Con l'unico motivo ha dedotto la violazione di legge in relazione all'art. 628 c.p. e il travisamento della prova con riferimento alle dichiarazioni della persona offesa. La censura sosteneva, in sostanza, che il contenuto dichiarativo della vittima fosse stato travisato e prospettava una ricostruzione alternativa dei fatti. Dalla sentenza emerge che la persona offesa aveva riferito di un comportamento minaccioso anteriore allo strappo dell'orologio, seguito da un comportamento violento; la Corte d'appello aveva ritenuto tale condotta idonea a integrare il delitto di rapina. La Corte di cassazione ha rilevato che il ricorso, pur formalmente prospettando il travisamento della prova e la violazione di legge, mirava in realtà a ottenere una rivalutazione del merito e una nuova lettura del compendio probatorio, attività non consentita in sede di legittimità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura sul travisamento della prova si risolvesse nella richiesta di rivalutazione del materiale probatorio e di ricostruzione alternativa dei fatti. Ha inoltre considerato corretta la motivazione della Corte d'appello, che aveva illustrato il contenuto delle dichiarazioni della persona offesa, ne aveva valutato l'attendibilità e aveva ritenuto integrata la rapina in ragione della minaccia precedente allo strappo dell'orologio e della successiva violenza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La condotta descritta dalla persona offesa, caratterizzata da minaccia anteriore alla sottrazione dell'orologio e da successiva violenza, è stata ritenuta dalla Corte d'appello, con valutazione confermata ai fini dell'inammissibilità del ricorso, idonea a integrare il delitto di rapina.
Massime di principio
- È inammissibile in cassazione il motivo che, sotto la formale deduzione di violazione di legge o travisamento della prova, sollecita una rivalutazione del merito, una nuova lettura del compendio probatorio o una ricostruzione alternativa dei fatti.
- La Corte di cassazione non può sovrapporre la propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta dai giudici di merito né verificare la tenuta logica della decisione attraverso il confronto con modelli ricostruttivi alternativi estranei alla motivazione impugnata.
- Quando la sentenza di merito illustra il contenuto delle dichiarazioni della persona offesa e ne valuta l'attendibilità, la censura che si limiti a contrapporre una diversa interpretazione del racconto integra una contestazione di merito non scrutinabile in sede di legittimità.
- La minaccia posta in essere prima della sottrazione e la successiva violenza, secondo la ricostruzione dei giudici di merito, possono concorrere a integrare gli elementi costitutivi del delitto di rapina.
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