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Sentenza

Sentenza del 24/05/2022 n. 16674 - Corte di Cassazione

IVA - Pro-rata - Detraibilità - Natura dell'attività svolta.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento relativi a maggiori IRES/IRAP e, soprattutto, a I.V.A.: contestata indebita detrazione I.V.A. su acquisti connessi ad operazioni esenti e omessa applicazione del pro-rata di detraibilità. L'Amministrazione aveva escluso dal pro-rata i ricavi derivanti da garanzie prestate alle società del gruppo e dall'attività di cash pooling ritenendole accessorie/occasioni, la contribuente contestava la mancanza di un accertamento concreto sull'occasionalità/accessorietà e sosteneva, in subordine, l'applicabilità del principio di destinazione specifica (art. 19-bis) invece del pro-rata generale (art. 19).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo di ricorso (mancato accertamento concreto dell'occasionalità/accessorietà delle garanzie) e ha cassato la sentenza impugnata in quella parte, rinviando alla CTR della Lombardia per nuovo giudizio. Sono stati invece rigettati o dichiarati inammissibili gli altri motivi: il primo e il settimo sono stati ritenuti infondati; il terzo e il quarto inammissibili (perché la CTR aveva compiuto un accertamento di fatto sul cash pooling, insindacabile in Cassazione); il quinto e il sesto sono assorbiti. Quindi, sul profilo IVA relativo alle garanzie la decisione favorevole alla contribuente comporta un rinvio per valutazione concreta; sulle posizioni riguardanti il cash pooling la decisione di merito della CTR è stata ritenuta non sindacabile dalla Cassazione.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.), art. 176

    "i conferimenti di aziende effettuati tra soggetti residenti nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese commerciali, non costituiscono realizzo di plusvalenze o minusvalenze..."

    Regola la neutralità fiscale dei conferimenti: il valore delle partecipazioni e l'assunzione degli elementi di attivo e passivo rilevano per la determinazione della deducibilità; se un fondo è già stato rilevato nel conferimento non può essere nuovamente dedotto.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19

    Stabilisce il criterio generale del pro-rata per la detrazione dell'IVA quando coesistono operazioni imponibili ed esenti; se i costi non sono direttamente imputabili va applicato il pro-rata generale.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19-bis, comma 2

    Principio di destinazione specifica: i costi direttamente e specificamente imputabili ad operazioni imponibili o esenti vanno trattati secondo la destinazione specifica, consentendo la detrazione diretta quando il costo è riferibile esclusivamente a operazioni imponibili.

Massime di principio

  • L'occasionalità o accessorietà di una attività ai fini del pro-rata IVA va accertata concretamente e non sulla base di mere previsioni statutarie.
  • Per stabilire se un'attività debba concorrere al calcolo del pro-rata occorre valutare l'attività svolta in via prevalente dall'impresa, con particolare riferimento all'ammontare complessivo dei ricavi derivanti dalle diverse attività.
  • Se un'attività è 'assolutamente episodica' ed estranea all'attività caratteristica dell'impresa i relativi proventi possono essere esclusi dal pro-rata; se invece l'attività è organizzata, rilevante e genera ricavi significativi, va inclusa.
  • Il principio di destinazione specifica (art. 19-bis) trova applicazione soltanto se i costi sono direttamente imputabili a specifiche operazioni; in assenza di imputazione diretta si applica il pro-rata generale (art. 19).
  • Le risultanze quantitative (es. ammontare dei ricavi, interessi fatturati) e qualitative (organizzazione e importanza del servizio) sono elementi decisivi per la qualificazione dell'attività; valutazioni di fatto fatte dalla Commissione tributaria regionale sono difficilmente sindacabili in Cassazione.
  • In controversie simili è necessario raccogliere e documentare dati concreti e quantitativi (fatture, ricavi, fatturato per singola attività, organizzazione del servizio) perché la mera indicazione statutaria non è probatoria dell'occasionalità.

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