Cassazione Penale, Sentenza n. 17273/2025 del 07/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in due motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per mancata valutazione, da parte del giudice dell'esecuzione, della possibile sussistenza della continuazione tra i reati oggetto delle sentenze del 18/11/2019 e del 17/07/2017 alla luce di fatti nuovi (reati giudicati con le altre tre sentenze), con richiesta di riconsiderare gli indici di unità di disegno criminoso; (2) violazione di legge in ordine all'individuazione del reato più grave e al calcolo degli aumenti per i reati satellite: si censura l'ordinanza per aver indicato due reati-base e non aver applicato correttamente gli aumenti previsti, in contrasto con l'art. 187 disp. att. cod. proc. pen.
La decisione
Il ricorso è stato respinto in entrambe le censure. La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio del rispetto del giudicato ex art. 671, comma 1, c.p.p., che impedisce al giudice dell'esecuzione di superare la decisione del giudice della cognizione che aveva escluso la continuazione tra i reati delle sentenze del 18/11/2019 e del 17/07/2017. Pertanto il giudice dell'esecuzione ha legittimamente valutato la continuazione "per gruppi" (ciascun gruppo corrispondente alle sentenze non unificabili), individuando la pena-base per ciascun gruppo e determinando gli aumenti per i reati satellite come già valutati o autonomamente determinati nelle misure ritenute congrue. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione sulle misure degli aumenti e sul calcolo complessivo della pena (tre anni e undici mesi di reclusione ed euro 1.140 di multa) e ha rigettato il ricorso.
Norme richiamate
art. 671, comma 1, cod. proc. pen.
"sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione"
L'applicazione della disciplina della continuazione in sede esecutiva è preclusa se il giudice della cognizione ha già escluso la continuazione: il giudice dell'esecuzione non può superare tale giudicato.
art. 187 disp. att. cod. proc. pen.
Norma che disciplina il calcolo della pena complessiva e l'individuazione del reato-base e degli aumenti per i reati satellite; la Corte ha ritenuto corretta l'individuazione della pena-base per ciascun gruppo non unificabile e l'applicazione degli aumenti nella misura adottata.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 35460 del 11/05/2021 (Rv. 282001)
Precedente che conferma l'efficacia preclusiva del giudicato di esclusione della continuazione: l'esclusione da parte del giudice della cognizione si estende anche ai reati già ritenuti avvinti dal vincolo della continuazione con i primi.
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione deve rispettare il giudicato del giudice della cognizione: se la continuazione è stata espressamente esclusa in sede di cognizione, non può essere riconsiderata in sede esecutiva.
- Quando non tutti i reati possono essere unificati in continuazione per effetto del giudicato, il giudice dell'esecuzione può valutare la continuazione per "gruppi" e individuare una pena-base distinta per ciascun gruppo unificabile.
- Gli aumenti per i reati satellite vanno determinati rispetto alla pena-base di ciascun gruppo; la pena complessiva si ottiene dalla sommatoria delle pene così determinate.
- La parte che invoca elementi "nuovi" per superare un giudicato negativo sulla continuazione assume la responsabilità di dimostrare che si tratta effettivamente di elementi idonei a incidere sul decisum già formato: in assenza di ciò, la riconsiderazione non è consentita.
- Le censure che riguardano errori nel calcolo degli aumenti devono indicare concretamente dove la motivazione è mancante o illogica; motivazioni congrue e la coincidenza con aumenti già valutati dal giudice della cognizione rendono difficile la riforma.
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