Cassazione Penale, Sentenza n. 46727/2023 del 21/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna l'ordinanza che ha respinto l'istanza di dissequestro dei beni della società Panoramic Stop sas, ritenuta dagli organi inquirenti e dal giudice strumentale alla commissione dei reati posti in essere dal coniuge Iannò Francesco (appropriazione indebita, autoriciclaggio e frode fiscale). La ricorrente deduce violazione dell'art. 231 c.p.p. e omessa motivazione circa la sussistenza del nesso di pertinenzialità tra la società e il fatto-reato, sostenendo che l'attività di erogazione del carburante è automatizzata e quindi non avrebbe potuto agevolare materialmente le condotte illecite dell'indagato. Contesta inoltre la carenza di motivazione sul pericolo di reiterazione (periculum), ritenendo mancanti prove della strumentalità durevole della società rispetto ai reati contestati.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il giudice ha ritenuto l'impugnazione generica e priva di nuovi elementi rispetto alle valutazioni già effettuate in precedenti gradi, osservando che la ricorrente ha reiterato censure di merito non idonee in sede di ricorso avverso misure cautelari reali. Il Tribunale ha ritenuto comunque adeguatamente motivato il giudizio sul fumus e sul periculum: è emerso che il coniuge della ricorrente fungeva da dominus effettivo, che è avvenuto indebito utilizzo dei distributori di carburante gestiti dalla società e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti; tali elementi giustificano la valutazione di strumentalità e il concreto rischio di reiterazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il ricorrente invoca omissione di motivazione ai sensi dell'art. 231 c.p.p. sulla sussistenza del nesso di pertinenzialità; il Tribunale ha ritenuto invece che la motivazione, seppur sintetica, sia stata sufficiente a dimostrare il collegamento funzionale dell'ente societario con la commissione dei reati (uso dei distributori e emissione di fatture per operazioni inesistenti)
Principi in tema di sequestro preventivo (fumus delicti e periculum)
La decisione applica i consueti criteri del fumus delicti e del periculum: il tribunale ha valutato la sussistenza del fumus (elementi indiziari relativi ai reati contestati) e del periculum, ritenendo che la libera disponibilità della struttura aziendale da parte della società potesse concretamente favorire la reiterazione delle condotte illecite
Massime di principio
- Per ottenere il dissequestro di beni aziendali occorre dimostrare l'assenza di un nesso durevole e sistematico tra la società e l'attività criminosa; argomentazioni generiche o la semplice contestazione della motivazione non sono sufficienti.
- Nei procedimenti cautelari reali il giudizio di merito è limitato: l'impugnazione deve portare elementi nuovi rispetto a quelli già valutati, altrimenti è destinata all'inammissibilità.
- La mera automatizzazione di un'attività (es. distributori di carburante) non esclude automaticamente la pertinenzialità se esistono elementi che dimostrano che terzi hanno potuto utilizzare o controllare la struttura per finalità illecite.
- La prova di utilizzo indebito di risorse societarie (es. uso dei distributori, emissione di fatture per operazioni inesistenti) alimenta il convincimento sul pericolo di reiterazione e giustifica il mantenimento del sequestro.
- Il ricorrente deve evitare di riproporre censure di merito in sede cautelare e, se non fornisce novità rilevanti, rischia la dichiarazione di inammissibilità e la condanna alle spese e ad eventuali sanzioni pecuniarie.
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