Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22603/2025 del 16/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva due motivi: 1) vizio di violazione di legge e travisamento della prova in ordine alla valutazione degli indizi (art. 192 c.p.p.), sostenendo che la Corte d'appello avesse trasformato presunzioni in ulteriori presunzioni, omesso dati decisivi e fondato la condanna su ipotesi congetturali circa il cambio di destinazione d'uso del garage e patio; inoltre lamentava omissioni valutative su dichiarazioni dei testi e sulle fotografie. 2) violazione del divieto di reformatio in peius (art. 597 c.p.p.), avendo la Corte d'appello revocato d'ufficio la sospensione condizionale della pena concessa in primo grado senza che il pubblico ministero avesse impugnato, in contrasto con la giurisprudenza in particolare Sezioni Unite n. 36460/2024.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile per genericità e per impossibilità di sostituirsi al giudice del merito nella valutazione indiziaria, non essendovi stata dimostrata una manifesta illogicità, contraddittorietà o omissione decisiva; dunque la condanna per il reato edilizio e la maggior parte della motivazione della Corte d'appello sono state confermate. Il secondo motivo è stato invece accolto: la revoca della sospensione condizionale della pena operata dalla Corte d'appello era illegittima in assenza di impugnazione del pubblico ministero. Di conseguenza la Cassazione ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata limitatamente alla revoca del beneficio della sospensione condizionale, eliminando quella statuizione; il resto della sentenza è rimasto in piedi. Il parziale accoglimento ha altresì escluso la condanna alle spese e il versamento in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Disciplina i canoni valutativi della prova indiziaria: la Corte evidenzia che la Cassazione non può rivedere i giudizi di valore del merito se non in presenza di motivazione mancante, contraddittoria o manifestamente illogica; l'appellante deve dimostrare specificamente gli elementi omessi e la loro decisività

  • art. 597 cod. proc. pen.

    commi 1, 3 e 5 (richiamati)

    Regola l'effetto devolutivo e i limiti della cognizione di appello: la Corte ricorda che il giudice d'appello non può riformare in peius oltre il devoluto, salvo le eccezioni previste dal comma 5 (concessione di benefici), ma tale deroga è di stretta interpretazione e non legittima la revoca d'ufficio della sospensione senza impugnazione del PM

  • art. 164 cod. pen.

    Norma che disciplina la sospensione condizionale della pena: la Corte ha ritenuto che, se la sospensione era già incompatibile per precedenti benefici, la sua revoca in appello richiedeva l'impugnazione del pubblico ministero

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Elenca i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ha applicato il limite secondo cui è sindacabile in Cassazione solo la mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione indicata nel provvedimento impugnato

  • giurisprudenza: Sez. U., n. 36460 del 30/05/2024

    Principio operativo: la revoca della sospensione condizionale disposta in appello richiede l'impugnazione del PM quando la questione non era devoluta al giudice d'appello; la deroga al principio devolutivo in materia di benefici è di stretta interpretazione

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione interviene limitatamente sui profili di motivazione: i ricorsi che impugnano valutazioni probatorie del merito devono dimostrare la mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione nel testo della sentenza o indicare atti processuali specifici la cui omissione sia decisiva
  • In tema di prova indiziaria, la Cassazione non sostituisce il giudizio del merito; il ricorrente deve indicare esattamente quali atti o dichiarazioni sono stati omessi e perché la loro considerazione inficerebbe radicalmente la decisione
  • Il principio del divieto di reformatio in pejus opera in appellox: la Corte d'appello non può aggravare la posizione dell'imputato oltre il devoluto salvo casi espressamente previsti dalla legge e interpretati restrittivamente
  • La revoca della sospensione condizionale concessa in primo grado è un intervento che, se non devoluto, richiede l'impugnazione del pubblico ministero per essere legittimo; ove tale impugnazione manchi la revoca è annullabile in cassazione
  • Quando si deduce travisamento della prova per omissione in Cassazione è necessario: a) indicare l'atto processuale trascurato; b) descrivere il dato probatorio che ne emerge; c) provare l'esistenza e la verità dell'atto; d) spiegare come ciò comprometta decisivamente la motivazione
  • In sede di appello, le questioni relative alla posizione personale di un coimputato possono essere escluse dal sindacato del giudice d'appello se non devolute specificamente dall'appellante, ai sensi del principio devolutivo

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.