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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25772/2023 del 14/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza di condanna per simulazione di reato e frode assicurativa (artt. 367 e 642 c.p.), fondata su dichiarazioni rese in sede di investigazioni difensive da Diano Mario e Carannante Vincenzo, le quali avrebbero indicato come autore materiale del fatto il defunto Colangelo Alessandro; si deduce violazione di legge e vizio di motivazione per avere la Corte territoriale dichiarato de plano l'inammissibilità della revisione ritenendo le dichiarazioni poco attendibili e comunque irrilevanti poiché compatibili con la responsabilità, anche in qualità di mandante, attribuita al Lugarà.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che le nuove dichiarazioni risultino sospette (per tempistica e per il fatto che indicano un soggetto deceduto) e, soprattutto, non idonee a mettere in discussione il giudicato, poiché l'eventuale responsabilità del presunto autore materiale (Colangelo) non esclude la responsabilità del Lugarà quale mandante o complice. La Corte ha applicato il principio secondo cui, in sede di esame preliminare della revisione basata su prove nuove, occorre valutare affidabilità, persuasività e congruenza della prova nel contesto processuale già acquisito; ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 367 cod. pen. (simulazione di reato)

    Il reato è stato considerato contestato e posto a fondamento del giudicato: la Corte ha confermato che, alla luce della concatenazione indiziaria, la simulazione di reato può essere attribuita anche in presenza di terzi autori materiali se emerge l'organizzazione o il ruolo di mandante del ricorrente.

  • art. 642 cod. pen. (frode ai danni di compagnie assicurative)

    La condotta è stata ricondotta alla frode assicurativa in relazione all'intento di conseguire il premio; la valutazione della Corte di merito ha attribuito rilievo centrale al movente economico come elemento di coerenza indiziaria.

  • Sentenza Cassazione, Sez. 2, n. 6570 del 26/01/2022

    La Cassazione precedente ha confermato la lettura indiziaria unitaria che collega lo spostamento della barca, il luogo dell'affondamento e il movente assicurativo, escludendo la plausibilità di un furto compiuto da estranei o di un modus operandi compatibile con un'organizzazione dedita al solo furto/riciclaggio.

  • Giurisprudenza sulla soglia di inammissibilità della revisione (Sez. 4, n. 18196/2013; Sez. 2, n. 19648/2021; Sez. 2, n. 18765/2018)

    E' richiamato il principio che la manifesta infondatezza della richiesta di revisione si apprezza in base all'inidoneità intrinseca delle ragioni addotte a consentire una verifica sul possibile ribaltamento del giudicato; la valutazione preliminare deve considerare affidabilità, persuasività e congruenza della prova nuova rispetto al materiale già acquisito.

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione fondata su nuove prove occorre che le prove siano non solo nuove ma anche intrinsecamente affidabili, persuasive e congruenti con il quadro probatorio già acquisito.
  • Dichiarazioni tardive di testimoni o indicazioni relative a soggetti deceduti sono valutate con particolare cautela e possono essere considerate 'sospette' se la loro tempistica o contenuto non giustificano la credibilità.
  • Dimostrare che terzi abbiano materialmente commesso il fatto non esclude automaticamente la responsabilità di chi è stato ritenuto mandante o organizzatore; la revisione deve dunque mostrare che la nuova prova sia incompatibile con la ricostruzione precedente.
  • In fase preliminare di ammissibilità della revisione non è necessario un approfondimento probatorio esteso, ma la richiesta deve presentare, in termini realistici, la potenzialità della prova nuova di travolgere il giudicato.
  • La proposizione di ricorsi di revisione manifestamente infondati può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (es. somme a favore della cassa delle ammende).

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