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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38078/2022 del 07/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale della Spezia non aveva convalidato l'arresto di Andrea Ferbel, censurandone la motivazione. Lamentava che il Tribunale aveva effettuato un giudizio ex post sulla consistenza del quadro indiziario basandosi su dichiarazioni rese in udienza dall'indagato e da un operante, sottovalutando invece la deposizione della moglie (che denunciava minacce con una mannaia) e gli elementi dell'annotazione di servizio e del verbale di arresto da cui emergeva il brandimento di un mattarello e minacce di uso di acido e di un fucile da sub.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, dichiarando che il Tribunale aveva applicato erroneamente un criterio di giudizio ex post. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il giudice della convalida deve operare con giudizio ex ante e un controllo di mera ragionevolezza, valutando gli elementi disponibili agli operanti al momento dell'intervento. Sulla base di tali elementi la Corte ha ritenuto legittimo l'arresto; ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato la legittimità dell'arresto.

Norme richiamate

  • Codice Penale (artt. 337, 56, 61, n. 11-quinquies, 582, 585, 612, comma 2)

    Indicano i reati contestati all'indagato e costituiscono l'oggetto dell'ordinanza impugnata; la decisione della Cassazione riguarda però la legittimità dell'arresto e non l'accertamento della responsabilità sostanziale.

  • Art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176)

    Norma procedurale che ha autorizzato la trattazione scritta del procedimento di impugnazione (trattazione senza discussione orale) e giustifica la modalità di deposito della requisitoria.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio di giudizio ex ante per la convalida dell'arresto e criterio della mera ragionevolezza)

    Pronunce richiamate: Sez. 6, n. 18196 del 13/04/2016 (Barnaba); Sez. 5, n. 1814 del 26/10/2015 (Koraj); Sez. 6, n. 5459 del 08/01/2020 (Sortino)

    La Corte ha riaffermato il consolidato principio secondo cui il giudice della convalida deve valutare l'operato della polizia giudiziaria con un giudizio ex ante, basandosi sugli elementi all'epoca conosciuti dagli operanti, e svolgere un controllo di mera ragionevolezza senza entrare nell'accertamento della responsabilità penale.

Massime di principio

  • Il Pubblico Ministero ha interesse a ricorrere in Cassazione quando l'ordinanza impugnata incide sulla libertà personale dell'indagato o può determinare una illegittima riserva di pena.
  • Il giudice della convalida dell'arresto deve valutare la legittimità dell'arresto con un giudizio ex ante, considerando solo gli elementi effettivamente noti agli operanti al momento dell'intervento.
  • In caso di arresto facoltativo per resistenza a pubblico ufficiale il controllo del giudice è di mera ragionevolezza: va verificato se la scelta di procedere all'arresto risultava ragionevole alla luce della gravità dei fatti o della pericolosità del soggetto, senza procedere a un accertamento di responsabilità sostanziale.
  • Documentazioni e deposizioni acquisite al momento dell'intervento (annotazioni di servizio, verbali di arresto, dichiarazioni di vittime/testimoni) sono determinanti: la presenza di minacce o di brandimento di oggetti potenzialmente offensivi supporta la legittimità dell'arresto.
  • Se il giudice di merito annulla la convalida basandosi su elementi emersi dopo l'arresto o compie un giudizio ex post sulla fondatezza delle accuse, la Cassazione può annullare l'ordinanza e dichiarare legittimo l'arresto.
  • Per gli operatori è importante descrivere con precisione il contesto e le condotte ostative rilevate al momento dell'intervento; per la difesa, utile evidenziare eventuali discrepanze tra quanto noto agli operanti e quanto emerso successivamente per contestare la convalida.

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