Sentenza del 24/04/2023 n. 253 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova
DAZI DOGANALI - importazione - Bangladesh - origine - contestazione - prove - circostanziate e puntuali - Dogana - onere - incombenza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avviso di definizione e atto di contestazione per la rideterminazione dei dazi doganali su importazione di t-shirt dichiarate originarie del Bangladesh; la Dogana ha contestato l'origine e applicato aliquota daziaria maggiorata sostenendo mancata conferma dalle autorità bangladesi. La ricorrente invoca regolarità della documentazione (dichiarazione su fattura con codice REX e certificato di origine rilasciato dalla Metropolitan Chamber of Commerce and Industry del Bangladesh), il principio del legittimo affidamento, la buona fede dell'importatore, l'illegittimità dell'atto per assenza di prove specifiche e la non retroattività dell'Avviso comunitario successivo.
La decisione
Ricorso accolto. La Corte ha ritenuto che l'Amministrazione non abbia fornito elementi circostanziati e riferibili alle singole importazioni per dimostrare l'inesattezza dell'origine dichiarata; è stato riconosciuto il valore probatorio della dichiarazione REX e dei certificati di origine rilasciati dall'autorità competente del Bangladesh. In considerazione della buona fede dell'importatore e della tutela del legittimo affidamento (art.119 CDU), sono stati esclusi sia i dazi addizionali sia le sanzioni; spese compensate.
Norme richiamate
Art. 119 Codice Doganale dell'Unione (CDU)
Tutela del legittimo affidamento dell'importatore: se l'origine preferenziale è attestata tramite meccanismi di cooperazione amministrativa (es. certificato rilasciato da autorità terze), l'errore dell'autorità terza può esonerare l'importatore da dazi e sanzioni quando l'errore non poteva ragionevolmente essere scoperto.
Regolamento (UE) n. 978/2012 (SPG per Bangladesh)
Disciplina l'esenzione dai dazi per prodotti originari del Bangladesh nell'ambito del Sistema di Preferenze Generalizzate; supporta la possibilità per gli esportatori registrati di avvalersi della preferenza.
Regolamento di esecuzione (UE) 2447/2015, art. 109
Prevede termini e modalità per la richiesta di informazioni tra autorità e per i riscontri sull'autenticità dei documenti di origine; l'eventuale mancata risposta entro termini può essere rilevante ma non rende automaticamente giustificata la rettifica se mancano elementi specifici riferibili alle singole importazioni.
Legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente), art. 7
Principio di buona amministrazione e motivazione degli atti; invocato per lamentare difetto di motivazione dell'accertamento doganale.
Disciplina responsabilità per violazioni punite con sanzioni amministrative; la ricorrente ha sostenuto la propria diligenza e quindi l'irricevibilità delle sanzioni in presenza di buona fede documentata.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Cass. n. 5931/2019; Cass. n. 16469/2020
Affermano che l'accertamento doganale non può basarsi su ricostruzioni generiche e che, anche in caso di indagine internazionale, grava sull'Amministrazione l'onere di provare con elementi puntuali la riferibilità delle irregolarità alle singole importazioni.
Massime di principio
- Onere della prova: in caso di contestazione di origine derivante da indagini internazionali, l'amministrazione doganale deve dimostrare con elementi circostanziati e riferibili alle singole spedizioni che l'origine dichiarata è erronea; mere generalità o sospetti non sono sufficienti.
- Valore del sistema REX e dei certificati di origine: la dichiarazione REX e il certificato rilasciato dall'autorità competente del Paese esportatore costituiscono elementi idonei a fondare il legittimo affidamento dell'importatore; se l'importatore ha agito in buona fede è possibile l'esclusione di dazi addizionali e sanzioni.
- Limiti di efficacia degli avvisi comunitari: un avviso agli importatori emesso dopo la data di importazione non ha efficacia retroattiva automatica; va valutata la sua portata temporale rispetto all'operazione impugnata.
- Necessità di motivazione e trasparenza: l'amministrazione deve comunicare le modalità dell'indagine e gli atti/prove raccolte; l'assenza di trasparenza e motivazione può rendere illegittimo l'atto impositivo.
- Tutela del legittimo affidamento: quando l'errore dipende da una autorità terza nell'ambito di cooperazione amministrativa, l'importatore in buona fede può essere esonerato anche dai dazi, non solo dalle sanzioni (art. 119 CDU).
- Strategia difensiva consigliata per importatori: conservare e produrre fatture con dichiarazione REX, certificati di origine emessi da autorità competenti, comunicazioni e riscontri; chiedere dettagli all'ufficio doganale sulle verifiche effettuate; proporre ricorso e invocare giurisprudenza che impone onere della prova all'amministrazione.
- Proporzionalità delle sanzioni: verificare il corretto calcolo delle sanzioni e la loro proporzionalità rispetto ai diritti contestati; eventuali discrepanze possono giustificare l'annullamento o la riduzione.
- Tempestività delle contestazioni: tenere conto dei termini e delle procedure previste dal diritto doganale e comunitario per le richieste di informazioni e per le contestazioni, attivando prontamente i rimedi amministrativi e giurisdizionali.
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