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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21284/2022 del 01/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Torino che aveva confermato la condanna per il reato di cui all'art. 624-bis c.p. Il ricorrente deduce vizio di motivazione relativamente all'applicazione della recidiva reiterata in regime di equivalenza alle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che il giudice di merito si sia limitato a formulazioni di stile e al richiamo dei precedenti penali (risalenti a circa 15 anni prima) senza valutare se la condotta fosse un episodio estemporaneo anche alla luce delle dichiarazioni rese in sede di convalida.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura sollevata sia di merito e quindi non sindacabile in sede di legittimità, rilevando che la motivazione della Corte territoriale era congrua: essa aveva considerato la molteplicità e specificità dei precedenti e l'insensibilità del ricorrente al monito delle precedenti condanne, deducendo una reiterata e accresciuta propensione alla violazione della legge penale e quindi la sussistenza dell'incremento di pericolosità giustificante l'aumento per recidiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. È stata altresì disposta la correzione del titolo di reato sul ruolo (art. 624-bis anziché art. 628 c.p.).

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Nesso con il fatto per cui è stata confermata la condanna; la recidiva è stata ritenuta rilevante ai fini dell'aggravamento della sanzione per il reato contestato

  • art. 628 cod. pen.

    Richiamato solo per la correzione formale del titolo sul ruolo: la sentenza dispone la rettifica indicando che il reato corretto è l'art. 624-bis e non l'art. 628

  • art. 23 d.l. 137/2020

    Richiamato in relazione alla requisitoria scritta del Procuratore generale; indica la possibilità di presentare conclusioni scritte in determinate ipotesi processuali (utilizzato qui come riferimento procedurale)

Massime di principio

  • La valutazione della recidiva spetta principalmente al giudice di merito: la Cassazione verifica che la motivazione sia congrua e priva di vizi logico-giuridici, non riesamina i fatti in senso sostanziale.
  • Per escludere l'aggravamento per recidiva occorre che il giudice di merito motivi sulla occasionalità della nuova violazione: fattori rilevanti sono l'intervallo temporale dai precedenti, la natura e la specificità dei reati anteriori, la condotta successiva e i segnali di ravvedimento.
  • La semplice menzione dei precedenti non è sufficiente se il giudice non spiega il collegamento con la maggiore pericolosità; viceversa, la dimostrazione della molteplicità, specificità e dell'insensibilità del reo alle condanne giustifica l'applicazione della recidiva.
  • I motivi che attengono alla mera rivalutazione del merito (es. apprezzamento diverso della rilevanza dei precedenti) sono inammissibili in Cassazione se non supportati da vizi di motivazione specifici.
  • Correzioni formali nel titolo del reato sul ruolo (es. indicazione dell'articolo esatto) possono essere disposte dalla Corte con provvedimento di chiusura, senza incidere sul giudizio di merito.
  • Chi propone ricorso in cassazione deve focalizzarsi su vizi di diritto, errori di motivazione o violate norme di diritto processuale; lamentele esclusivamente sul fatto o sulla valutazione delle prove sono normalmente inammissibili.

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