Sentenza n. 4959/2026 - Roma, Sezione 1
per la declaratoria dell’obbligo di provvedere, con un provvedimento espresso, relativamente al silenzio/inadempimento/rigetto serbato dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad, con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di studio
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente visto)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio serbato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall'Ambasciata d'Italia ad Islamabad sull'istanza volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di studio. Nel corso del giudizio, la sede diplomatica ha fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda di visto, calendarizzato al 4 novembre 2025.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto integrasse il pieno soddisfacimento della pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, in ragione del periodo non particolarmente esteso intercorso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso e del comportamento collaborativo dell'Amministrazione, che si è attivata in tempi ritenuti ragionevoli anche considerando l'elevato numero di istanze analoghe. L'Amministrazione è stata comunque condannata a restituire al ricorrente il contributo unificato, ove versato.
Norme richiamate
Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'Amministrazione; il ricorso è stato dichiarato non più attuale dopo l'attivazione del procedimento richiesto.
Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte ricorrente.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio dell'Amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto può determinare la cessazione della materia del contendere quando essa realizzi integralmente la pretesa fatta valere in giudizio.
- La fissazione dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto integra pieno soddisfacimento della pretesa relativa all'attivazione del procedimento di rilascio del visto, senza implicare necessariamente il riconoscimento del diritto al rilascio del visto stesso.
- In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuto soddisfacimento della pretesa, le spese possono essere compensate valutando la durata del ritardo, il comportamento dell'Amministrazione e la ragionevolezza dei tempi di attivazione, anche in rapporto al carico complessivo di istanze gravante sull'ufficio.
- La compensazione delle spese non impedisce al giudice di porre a carico dell'Amministrazione la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.
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