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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16696/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata e rinviando gli atti alla Corte di Appello di Cagliari per nuovo giudizio, perché l'appello era stato depositato entro il termine previsto e la declaratoria di inammissibilità per tardività era infondata.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Casu Agostino era stato dichiarato colpevole del reato di tentata rapina continuata con rito abbreviato dal GUP del Tribunale di Nuoro (sentenza del 15 giugno 2016). Avverso quella sentenza ha proposto appello che la Corte di Appello di Cagliari ha dichiarato inammissibile ritenendolo depositato tardivamente (ritenuto depositato il 3 novembre 2016 mentre il termine scadeva il 28 ottobre 2016). Il ricorrente ha dedotto che l'appello era stato invece depositato il 28 ottobre 2016 presso la cancelleria del Tribunale di Sassari e ha prodotto il timbro di deposito e il registro di deposito impugnazioni a prova della tempestività. La Corte di Cassazione ha riscontrato che la Corte di Appello ha erroneamente considerato come data di deposito un'annotazione sulla copia della sentenza e che la documentazione di cancelleria prova il deposito entro termine; ha rilevato inoltre l'applicabilità dell'art. 582 c.p.p. (facoltà di depositare presso la cancelleria del luogo in cui si trova la parte) nella prospettiva del principio del "favor impugnationis".

Norme richiamate

  • art. 544 c.p.p.

    Richiamata come norma processuale rilevante ai fini della tempestività dell'impugnazione e delle conseguenze per l'inosservanza dei termini; nella fattispecie la Cassazione ha verificato la tempestività concreta dell'appello anche rispetto ai termini previsti da questa normativa.

  • art. 585 lett. c c.p.p.

    Richiamata tra le disposizioni da rispettare a pena di inammissibilità o decadenza dell'impugnazione; l'errore della Corte territoriale nell'accertamento della data ha reso ingiustificata l'inammissibilità invocata sulla base di tali disposizioni.

  • art. 582 c.p.p.

    Interpretato nel senso che consente alla parte privata o ai difensori di presentare l'impugnazione nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano la parte, anche se diverso dal luogo in cui è stato emesso il provvedimento; applicazione del principio del "favor impugnationis" e rilevanza della prova materiale del deposito (timbro, firma, registro).

Massime di principio

  • La tempestività di un'impugnazione si accerta sulla base della documentazione di cancelleria (timbri, registri di deposito, sottoscrizioni) e non su annotazioni estranee che possano riportare una diversa data.
  • L'art. 582 c.p.p. permette di depositare l'impugnazione presso la cancelleria del luogo in cui si trova la parte: ciò va utilizzato per dimostrare la tempestività anche quando il provvedimento è stato emanato altrove.
  • In caso di contestazione della tempestività, è fondamentale conservare e produrre la prova materiale del deposito (registro depositi, timbri, ricevute) perché può determinare l'accoglimento del ricorso in cassazione.
  • Il principio del "favor impugnationis" orienta la soluzione delle incertezze procedurali a favore dell'ammissibilità dell'impugnazione quando la prova mostra un comportamento compatibile con il rispetto dei termini.
  • Un'errata valutazione formale della data di deposito da parte della corte territoriale può essere censurata in Cassazione se sussiste evidente prova documentale della tempestività.
  • Se l'impugnazione è stata dichiarata inammissibile per tardività, è possibile rivolgersi alla Corte di Cassazione con ricorso motivato dalla documentazione di cancelleria; la rinnovazione del processo può seguire l'annullamento con rinvio.

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