Cassazione Penale, Sentenza n. 16566/2023 del 19/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per detenzione ai fini di spaccio (art. 73 DPR 309/1990): si chiedeva l'annullamento per mancata derubricazione nella fattispecie di lieve entità (comma 5), vizio di motivazione, errata qualificazione dei reati, mancato riconoscimento della circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità (art. 62 n.4 cod. pen.) e la sproporzione della pena (artt. 133 e 133-bis cod. pen.). La difesa sosteneva che le quantità e la natura della detenzione erano compatibili con la lieve entità, che il denaro sequestrato era frutto di risparmi personali e che l'attività di spaccio era rudimentale, occasionale e dettata da gravi difficoltà economiche e personali.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente motivato il rigetto della derubricazione a lieve entità in considerazione del non esiguo quantitativo di stupefacenti e dell'elevato principio attivo (79,988 g di principio attivo puro di cocaina, pari a circa 106 dosi medie da 0,75 g, oltre a oltre 30 dosi di hashish). Sul punto del lucro di speciale tenuità, la Corte ha ricordato che va valutato il lucro potenziale conseguibile dalla vendita, non il profitto effettivamente realizzato, risultando quindi incompatibile l'attenuante per l'elevato quantitativo sequestrato. La doglianza sulla sproporzione della pena è stata ritenuta generica; i giudici di merito hanno applicato una pena prossima al minimo. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
La derubricazione alla fattispecie di lieve entità (comma 5) richiede una valutazione complessiva e di minima offensività; la presenza di più sostanze non esclude di per sé la lieve entità, ma il giudizio dipende da tutti gli indici (quantitativi, qualitativi, modalità, strumenti, organizzazione).
codice penale, art. 62
La circostanza attenuante del "lucro di speciale tenuità" va valutata sul lucro potenziale conseguibile dalla cessione delle sostanze, non sul profitto effettivamente realizzato; quantità significative escludono l'attenuante.
codice di procedura penale
Norme richiamate in relazione al vizio di motivazione e ai limiti delle doglianze in sede di appello e cassazione; la Corte territoriale ha adeguatamente motivato e il ricorrente non ha apportato elementi nuovi che giustificassero diversa valutazione.
codice penale
Richiamati in relazione alla critica sulla proporzionalità della pena: la Corte ha ritenuto la pena determinata dai giudici di merito congrua e prossima al minimo ed ha considerato la doglianza generica.
codice di procedura penale
Applicazione delle conseguenze della declaratoria di inammissibilità (onere delle spese e del versamento alla Cassa delle ammende) previa verifica della colpa nella proposizione del ricorso.
d.l. n. 137 del 2020
Richiamato in relazione alla conclusione del Pubblico Ministero in Cassazione che ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- La valutazione della "lieve entità" nell'ambito degli stupefacenti richiede un esame complessivo di quantità, principio attivo, modalità, strumenti e durata: la presenza di più droghe non esclude automaticamente la lieve entità.
- Per l'attenuante del lucro di speciale tenuità si considera il lucro potenziale ottenibile dalla vendita delle sostanze sequestrate; quantitativi significativi rendono improbabile il riconoscimento dell'attenuante.
- In sede di Cassazione le censure generiche sulla sproporzione della pena o sulla motivazione sono spesso inammissibili: è necessario indicare profili di violazione di legge o contraddizioni specifiche e non già mere rivendicazioni valutative.
- Le affermazioni difensive sulla natura del denaro sequestrato (risparmi vs provento) devono essere proposte e argomentate nei gradi di merito: novità o mere asserzioni ripetute in Cassazione senza elementi nuovi non sono efficaci.
- Il calcolo del principio attivo e la conversione in dosi medie sono parametri determinanti per valutare l'offensività e l'idoneità della condotta a integrare il traffico; quantità pari a decine di dosi medie orientano verso l'esclusione della lieve entità.
- Per aumentare le chances di derubricazione è necessario provare elementi concreti di occasionalità, mancanza di organizzazione, inesistenza di mezzi idonei allo spaccio e l'assenza di profitto potenziale significativo.
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