Cassazione Penale, Sentenza n. 33781/2023 del 01/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal Gip per reati connessi allo spaccio e ad una associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Sono stati dedotti tre motivi principali: (1) incompetenza territoriale dell'Autorità giudiziaria di Roma, con richiesta che la competenza sia attribuita a Firenze/Prato in quanto, secondo il ricorrente, la struttura organizzativa più rilevante e la sua base operativa erano a Prato; (2) violazione dell'art. 178 comma 1 lett. c) c.p.p. per mancato rilascio alla difesa delle copie dei supporti informatici contenenti le intercettazioni richieste tempestivamente; (3) vizio di motivazione e insufficienza dei gravi indizi rispetto al capo 1 (art. 74 T.U. Stup.) perché la contestazione associativa si fonderebbe soprattutto sulle dichiarazioni del collaboratore He Jiandong senza adeguati riscontri probatori.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo (competenza territoriale). Ha riscontrato una discrasia non adeguatamente chiarita tra la ricostruzione del Gip (che individuava a Prato la base direttiva e il vertice dell'associazione) e la motivazione del Tribunale del riesame (che aveva qualificato l'organizzazione come "policentrica" attribuendo rilievo al criterio di cui all'art. 9, comma 1, c.p.p.). Per tale ragione la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Roma, invitando quest'ultimo a riesaminare gli elementi di indagine e a chiarire le ragioni per cui non condivide la ricostruzione del Gip o, se la condivide, perché non debba individuarsi Prato come luogo di radicamento strutturale dell'associazione. La cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di competenza.
Norme richiamate
art. 74 T.U. Stup.
Norma posta a fondamento del capo di imputazione principale (illecito connesso al traffico di stupefacenti); usata nel provvedimento cautelare come fattispecie per la quale sono stati ritenuti i gravi indizi.
art. 73 T.U. Stup.
Riferimento alle singole violazioni relative al traffico di stupefacenti contestate (più capi), considerate connesse all'attività associativa.
art. 9 comma 1 cod. proc. pen.
Interpretato dal Tribunale del riesame quale criterio per determinare la competenza territoriale in presenza di più luoghi di commissione, individuando il foro nel luogo dell'ultimo reato fine; la Corte ha però osservato che, in tema di reati associativi, la competenza si radica normalmente nel luogo ove ha sede la base direzionale/operativa dell'associazione, e quindi il criterio dell'art. 9 non era adeguatamente confrontato con la ricostruzione del Gip.
art. 178 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.
art. 178, comma 1, lett. c), c.p.p.
Richiamata dal ricorrente per la mancata acquisizione di copie dei supporti contenenti le intercettazioni; il Tribunale del riesame aveva aderito a orientamento secondo cui la difesa deve dimostrare, oltre alla tempestiva richiesta, anche il "fatto negativo" della mancata messa a disposizione; la Corte non decide nel merito essendo intervenuto sull'irrisolta questione preliminare della competenza.
art. 309, comma 5 e comma 7, c.p.p.
Art. 309 comma 5 citato in relazione alla trasmissione degli atti a seguito della richiesta di riesame; comma 7 richiamato come norma che regola la competenza e l'invio per nuovo giudizio al Tribunale competente per la cognizione della richiesta di riesame.
art. 94 comma 1-ter disp. att. cod. proc. pen.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norma sulle incombenze di cancelleria cui il provvedimento rinvia per gli adempimenti conseguenti alla decisione di annullamento e rinvio.
Massime di principio
- In ipotesi di reato associativo la competenza territoriale si determina principalmente con riferimento al luogo in cui la struttura organizzativa svolge programmazione, direzione e controllo; non è sufficiente che singoli reati collegati siano consumati in un altro luogo se la base direttiva è altrove.
- Quando vi sono due provvedimenti cautelari con ricostruzioni fattuali divergenti (Gip vs riesame), il giudice di legittimità (o il giudice superiore) richiede una motivazione chiara e comparativa che spieghi perché preferire una ricostruzione rispetto all'altra; in assenza di ciò l'atto può essere annullato e rinviato.
- Le richieste di accesso e ottenimento di copie di supporti contenenti intercettazioni devono essere formalmente annotate e, se la difesa lamenta la mancata messa a disposizione, è opportuno documentare tale mancata consegna: la giurisprudenza richiede spesso che la difesa produca elementi che dimostrino il "fatto negativo" oltre alla tempestiva richiesta.
- Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia possono costituire elementi decisivi ma richiedono adeguati riscontri oggettivi per fondare misure cautelari gravi come la custodia in carcere; l'assenza di riscontri può rendere vulnerabile la prova dell'associazione.
- Se il motivo pregiudiziale (es. incompetenza territoriale) è fondato, il rimedio corretto può essere l'annullamento del provvedimento impugnato e il rinvio per nuovo esame, anziché la definizione nel merito, affinché l'autorità territoriale competente valuti nuovamente gli elementi.
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