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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24769/2022 del 28/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso; ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato gli atti al Tribunale di Torre Annunziata per nuova deliberazione, indicando che il giudice a quo avrebbe dovuto accertare la tempestiva ed effettiva conoscenza del decreto penale da parte del condannato e non limitarsi alla verifica della sola regolarità formale della notifica.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di restituzione nel termine per proporre opposizione a decreto penale di condanna per mancata ed efficace conoscenza dell'atto: la notifica sarebbe stata eseguita a una zia con sottoscrizione illeggibile e copia depositata presso la Casa Comunale di Gragnano; il ricorrente era detenuto per altro procedimento e non ha mai ricevuto notifica presso la casa circondariale Napoli - Poggioreale né ha eletto domicilio effettivo.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Prevede una specifica ipotesi di restituzione del termine per impugnazione quando manca la tempestiva ed effettiva conoscenza del provvedimento; sposta sull'organo giudicante l'onere di verificare l'effettiva conoscenza e non consente di fondare il diniego sulla sola ritualità formale della notifica.

  • Sez. U, n. 12778 del 27/02/2020

    Le notificazioni all'imputato detenuto vanno sempre eseguite, mediante consegna di copia alla persona, nel luogo di detenzione, anche in presenza di dichiarazione od elezione di domicilio

    La Corte afferma che la notifica all'imputato detenuto deve essere sempre consegnata direttamente nel luogo di detenzione, indipendentemente dall'elezione di domicilio; la regola si applica anche se la detenzione riguarda altro procedimento.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 3: Lisotti, Amato, Petreto e altre pronunce)

    Sottolinea che la regolarità formale della notifica prova la conoscenza dell'atto solo se la consegna è avvenuta materialmente a mani dell'interessato; la mera ritualità non vale come prova dell'effettiva conoscenza e il giudice deve reperire elementi in atti che dimostrino la conoscenza tempestiva del provvedimento.

Massime di principio

  • Se l'imputato è detenuto, la notifica deve essere effettuata presso il luogo di detenzione e consegnata materialmente alla persona; la notifica a terzi o il deposito presso il Comune non sono di per sé sufficienti a provare la conoscenza.
  • Per ottenere la restituzione del termine ai sensi dell'art. 175, comma 2, cod. proc. pen., non basta contestare formalmente la notifica: il giudice deve accertare l'assenza di tempestiva ed effettiva conoscenza e non limitarsi alla verifica della regolarità formale.
  • L'elezione di domicilio non esclude l'obbligo di notificare l'imputato detenuto nel luogo di detenzione quando lo stato di detenzione risulta dagli atti.
  • In presenza di notifica dubbia (firma illeggibile, consegna a persona terza, deposito al Comune), il giudice dovrebbe cercare in atti elementi positivi che attestino la conoscenza dell'atto prima di negare la restituzione del termine; in mancanza, va valutata favorevolmente la richiesta del detenuto.
  • In casi analoghi è prudente chiedere la rimessione per nuovo esame o proporre impugnazione avverso il provvedimento che nega la restituzione, evidenziando la mancanza di prova dell'effettiva conoscenza.

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