Cassazione Penale, Sentenza n. 22264/2022 del 08/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per violazione degli artt. 603, comma 3-bis c.p.p. e 6, par. 3, lett. d) CEDU. Il Tribunale di Verbania, in appello, ha riformato l'assoluzione pronunciata dal Giudice di pace e ha ritenuto attendibili le deposizioni della persona offesa e del figlio senza procedere alla rinnovazione dell'esame dei testi già auditi in primo grado e senza fornire una motivazione rafforzata che affrontasse esplicitamente le ragioni dell'assoluzione di primo grado. La ricorrente ha lamentato che la rinnovazione delle testimonianze decisive era obbligatoria e che il giudizio di appello si è basato su un compendio probatorio cartolare, in contrasto con la giurisprudenza CEDU e le Sezioni Unite.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili e ha disposto il rinvio al giudice civile competente per valore in grado d'appello per nuovo giudizio. In motivazione la Corte ha richiamato la giurisprudenza della Corte EDU e delle Sezioni Unite che impone la rinnovazione delle testimonianze decisive quando l'appello ribalta un'assoluzione, anche se la riforma è pronunciata solo agli effetti civili. Si segnala che il Tribunale aveva precedentemente condannato la Savoia al risarcimento di euro 500,00 in favore della parte civile, ma tale decisione è stata annullata nei limiti indicati.
Norme richiamate
art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Richiama l'obbligo di rinnovazione delle prove dichiarative decisive in appello quando la decisione di merito si discosta dall'accertamento contenuto nella sentenza assolutoria di primo grado; la Corte ha ritenuto violato tale principio nel caso concreto.
art. 6 CEDU, par. 3, lett. d)
Tutela il diritto della parte a esaminare i testimoni a suo favore; la giurisprudenza della Corte EDU è stata richiamata per affermare che il ribaltamento di un'assoluzione su base documentale priva dell'audizione diretta dei testimoni può ledere il giusto processo.
Giurisprudenza Corte EDU (es. Dan v. Moldavia, Manolachi v. Romania, ecc.)
Consolidata affermazione che l'appello che riforma un'assoluzione non può basarsi esclusivamente su un compendio cartolare depauperato rispetto al primo grado e che la mancata audizione diretta dei testimoni la cui credibilità è determinante comporta violazione dell'art. 6 CEDU.
Sezioni Unite della Corte di Cassazione (es. Dasgupta n. 27620/2016; Patalano n. 18620/2017; Iroise n. 14800/2017)
Hanno affermato che i principi CEDU costituiscono criteri di interpretazione vincolanti per il giudice nazionale e hanno stabilito l'obbligo di rinnovare le testimonianze decisive quando l'appello riformi un'assoluzione, estendendo il principio anche ai riti speciali ove applicabile; il giudice d'appello deve comunque limitare la rinnovazione alle sole prove dichiarative ritenute decisive e valutate diversamente rispetto al primo grado.
Massime di principio
- Se in appello si intende riformare un'assoluzione di primo grado, il giudice d'appello deve disporre la rinnovazione dell'esame dei testimoni la cui attendibilità è stata decisiva nel primo grado e viene ora valutata diversamente.
- La semplice valutazione diversa di atti o depositi cartolari, senza audizione diretta delle persone che hanno reso le dichiarazioni decisive, può violare il diritto al giusto processo ai sensi dell'art. 6 CEDU.
- Il giudice d'appello non è tenuto a rinnovare tutte le prove dichiarative, ma solo quelle che sono state oggetto di diversa valutazione rispetto al primo grado e che risultano determinanti per l'alternativa condanna/proscioglimento.
- Anche quando la riforma concerne solo gli effetti civili dell'accertamento penale, i principi che impongono la rinnovazione delle testimonianze decisive trovano applicazione.
- Se il giudice ritiene non necessaria la rinnovazione, deve comunque fornire una motivazione rafforzata e confrontarsi esplicitamente con le ragioni poste a fondamento dell'assoluzione di primo grado, indicando perché la prova cartolare sia sufficiente a riformare l'impugnata decisione.
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