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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38878/2023 del 25/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alle pene accessorie e le ha eliminate. Il resto della decisione di merito è stato confermato (pena principale rideterminata in anni 2, mesi 8 di reclusione e euro 3.200,00 di multa). Sentenza decisa il 5 giugno 2023, estensore il Consigliere Raffaello Magi.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per erronea applicazione di legge: la sentenza di primo grado aveva applicato le pene accessorie (interdizione temporanea dai pubblici uffici e interdizione legale) in ragione della durata della pena principale superiore a tre anni; la Corte d'Appello, rideterminando la pena principale a 2 anni e 8 mesi, ha reso tali pene accessorie inapplicabili secondo gli artt. 29 e 32 c.p., sicché il ricorrente ha chiesto l'eliminazione delle pene accessorie.

Norme richiamate

  • art. 29 cod. pen.

    La norma è stata intesa come criterio soglia per l'applicabilità di determinate pene accessorie: siccome la pena principale è stata rideterminata al di sotto della soglia prevista, le pene accessorie applicate in primo grado risultano illegali e vanno eliminate.

  • art. 32 cod. pen.

    Connessa all'art. 29, la norma è stata interpretata nel senso che la rideterminazione della pena principale sotto il limite previsto comporta l'impossibilità di mantenere le pene accessorie applicate sulla base della precedente maggiore entità della pena.

Massime di principio

  • Se in grado di appello la pena principale viene ridotta sotto la soglia che giustificava l'applicazione di una pena accessoria, quella pena accessoria diventa illegale e deve essere eliminata.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio la parte della sentenza riguardante le pene accessorie quando la loro illegittimità è manifesta in relazione alla rideterminazione della pena principale.
  • In situazioni simili la difesa deve sollevare l'errore di applicazione delle pene accessorie con riferimento alla nuova entità della pena principale; il pubblico ministero o la parte resistente dovrebbero verificare la compatibilità delle accessorie con la pena effettivamente inflitta in grado di appello.
  • Occorre distinguere tra pene accessorie automatiche (collegate a soglie di pena) e pene accessorie discrezionali: le prime cadono automaticamente se viene meno la condizione soglia; per le seconde il giudice deve motivare nuovamente la loro applicazione in rapporto alla pena rideterminata.
  • Prima di confermare accessori, il giudice d'appello deve sempre verificare ex novo se, alla luce della nuova determinazione della pena principale, permangono i presupposti per mantenere le pene accessorie.

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