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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32307/2025 del 30/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza di legittimità riguarda il ricorso proposto dall'imputato avverso la decisione della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e per violazione della normativa sulle armi. Il ricorso, per quanto emerge dal testo, contestava la determinazione del trattamento sanzionatorio, in particolare la graduazione della pena, l'entità della pena base e l'aumento per la continuazione tra i reati, ritenuti non adeguatamente motivati. La Corte di cassazione ha ritenuto che la pena fosse stata fissata in misura prossima al minimo edittale e che la motivazione fosse congrua sia quanto alla gravità del fatto sia quanto all'aumento per la continuazione, valorizzando il contesto fortemente minaccioso nei confronti dei pubblici ufficiali nel quale era detenuto il coltello.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo infondata la censura sulla dosimetria della pena perché la graduazione del trattamento sanzionatorio è riservata al giudice di merito e non è censurabile in cassazione quando non sia frutto di arbitrio o illogicità manifesta. Ha inoltre considerato adeguatamente motivato l'aumento per la continuazione. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Norma incriminatrice della resistenza a pubblico ufficiale, richiamata come uno dei reati oggetto di condanna confermata.

  • art. 4 L. armi

    Disposizione sulla disciplina delle armi richiamata come ulteriore titolo di condanna confermata.

  • art. 132 c.p.

    Richiamato quale parametro per la determinazione discrezionale della pena da parte del giudice di merito.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato quale parametro per la valutazione della gravità del reato e della personalità del reo ai fini della commisurazione della pena.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente, in caso di inammissibilità, al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La graduazione della pena, inclusi gli aumenti e le diminuzioni per circostanze aggravanti o attenuanti, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, esercitata secondo i criteri degli artt. 132 e 133 c.p.
  • In sede di cassazione non è ammissibile una censura che miri a ottenere una nuova valutazione della congruità della pena, salvo che la determinazione sanzionatoria sia frutto di mero arbitrio o di ragionamento manifestamente illogico.
  • Quando la pena base è fissata in misura prossima al minimo edittale e la sentenza offre una motivazione congrua sulla gravità del fatto, la doglianza sulla dosimetria della pena è inammissibile.
  • L'aumento per la continuazione tra reati è legittimo se il giudice di merito dà conto in modo puntuale del contesto fattuale che giustifica il cumulo giuridico, senza necessità di una motivazione analitica ulteriore ove la giustificazione risulti coerente con il quadro complessivo.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeFuga e omissione di soccorsoImpugnazioni
RamiReati contro la PAReati stradaliProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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