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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44050/2024 del 03/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro del 21/03/2024 che aveva annullato l'ordinanza del GIP di Torino applicativa di misura cautelare (arresti domiciliari poi sostituiti con obbligo di presentazione alla P.G.) in relazione a plurime contestazioni penali (tra cui reati in materia ambientale e frode nelle pubbliche forniture, artt. 452-bis, 452-quaterdecies, 356 cod. pen.). Il Procuratore deduceva: (i) violazione di legge (art. 356 c.p.) sostenendo che il delitto di frode nelle pubbliche forniture può integrarsi anche in forma omissiva e che il Tribunale avrebbe errato nel ritenere la non compatibilità di tale forma; (ii) travisamento del fatto e manifesta illogicità della motivazione in relazione alla valutazione del ruolo aziendale dell'indagato e alla gravità indiziaria, lamentando che Serianni avesse una posizione di garanzia e poteri decisionali e impeditivi rispetto alle omissioni contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure proposte consistessero in realtà nella richiesta di una diversa valutazione degli elementi probatori e in una alternativa 'chiave di lettura' del compendio probatorio statuendo che la Corte di legittimità non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove già compiuta dal giudice del merito salvo che sussista un vizio di diritto o una manifesta illogicità percepibile ictu oculi. Di conseguenza è stato confermato, in pratica, l'esito del riesame del Tribunale della Libertà (ossia l'annullamento dell'ordinanza cautelare e la revoca della misura), essendo il ricorso del Procuratore inammissibile.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non può rivedere nel merito la valutazione delle prove compiuta dal giudice del merito: le impugnazioni che chiedono una diversa lettura delle intercettazioni, delle immagini o di altro materiale probatorio sono, di norma, inammissibili.
  • Per essere accolto, un ricorso per cassazione contro provvedimenti 'de libertate' deve rilevare un errore di diritto o una manifesta illogicità della motivazione chiaramente percepibile (ictu oculi); semplici rilievi sulla valutazione della gravità indiziaria non sono sufficienti.
  • Quando si discute la configurabilità di reati che possono presentare profili omissivi e commissivi (es. frode nelle pubbliche forniture, art. 356 c.p.), va distinta la questione giuridica astratta dall'accertamento fattuale del ruolo e dei poteri del singolo: la prima può essere sindacata in cassazione solo se posta come errore di diritto, la seconda è valutazione di merito.
  • Per sostenere l'esistenza di una posizione di garanzia ex art. 40 c.p. in capo a un soggetto aziendale occorre dimostrare concretamente obblighi impeditivi, poteri decisionali o effettiva disponibilità operativa degli strumenti idonei a impedire l'evento; deduzioni generiche non sopravvivono al vaglio di legittimità quando non costituiscono chiaro vizio di diritto.
  • Nelle impugnazioni cautelari il ricorrente (procuratore o difesa) dovrebbe focalizzare le censure su punti di diritto o su incongruenze manifeste nella motivazione del giudice del merito, evitando di proporre una mera alternativa ricostruttiva del quadro probatorio.

Testo integrale

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