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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14955/2023 del 07/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della sentenza definitiva che aveva condannato Tedesco a 24 anni per omicidio aggravato in contesto mafioso. La difesa ha prodotto una consulenza tecnica sui tabulati telefonici (prof. Cusani) sostenendo che i dati di localizzazione dimostrerebbero che Tedesco non si sarebbe allontanato dalla zona del bar di Cormano e dunque che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e la ricostruzione del suo coinvolgimento sarebbero inattendibili. Si deduceva violazione di legge per avere la Corte d'Appello dichiarato inammissibile la richiesta di revisione senza aprire la fase rescindente in contraddittorio, ritenendo invece la consulenza non classificabile come prova nuova rilevante ai sensi dell'art. 634 c.p.p.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittima la valutazione sommaria ma non superficiale svolta dalla Corte d'Appello nella fase di ammissibilita' della revisione: la consulenza tecnica non costituisce prova nuova perche' si limita a una diversa valutazione di dati gia' presenti nel processo e non introduce fatti nuovi tali da scardinare, anche unitariamente, il compendio probatorio che ha determinato la condanna. La Corte ha evidenziato che i riscontri incrociati (dichiarazioni dei collaboratori, tabulati, contatti telefonici e dinamica temporale) restano sostanzialmente confermati e che le piccole discrepanze temporali o l'assenza di agganci a celle diverse non sono idonee, di per sé, a fondare la revisione. Conseguenza: inammissibilita' dell'istanza e rigetto del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 634 cod. proc. pen.

    Disciplina i presupposti di ammissibilita' della revisione; interpretata come consentire al giudice una valutazione preliminare sommaria ma non superficiale della presunta prova nuova, con possibilita' di dichiarare inammissibile de plano quando il novum sia manifestamente irrilevante o sia soltanto una diversa valutazione di dati gia' esaminati

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Riferimento al concetto di prova nuova ai fini della revisione; la Corte sottolinea che non e' prova nuova cio' che rappresenta una diversa valutazione tecnico-scientifica di dati gia' valutati nel giudizio definito

  • artt. 529, 530, 531 cod. proc. pen.

    Norme richiamate per definire l'esito che la nuova prova dovrebbe consentire di raggiungere (proscioglimento/assoluzione); la verifica preliminare deve valutare se, con la nuova prova e il riesame del complesso probatorio, possa emergere l'inconsistenza della pronuncia di colpevolezza secondo i parametri di tali articoli

  • art. 640 cod. proc. pen.

    Disciplina la sentenza finale nel giudizio di revisione; citato per distinguere le due fasi del procedimento di revisione (ammissibilita'/fase rescindente e decisione definitiva)

  • art. 7 legge n. 203/1991

    Norma sull'aggravante per finalita' mafiose richiamata per qualificare l'aggravazione contestata nell'ambito dell'omicidio; utilizzata per ricondurre il fatto alla fattispecie aggravata

Massime di principio

  • In sede di revisione il giudice puo' compiere una valutazione preliminare sommaria ma non superficiale della nuova prova: essa puo' essere dichiarata inammissibile de plano se manifestamente irrilevante o se si limita a riconsiderare dati gia' emersi nel processo
  • Una nuova consulenza tecnico-scientifica su dati gia' acquisiti (per es. nuova analisi dei medesimi tabulati) difficilmente rappresenta prova nuova a meno che non introduca fatti o elementi oggettivi prima non conosciuti
  • La prova nuova deve essere idonea, da sola o congiuntamente al resto del materiale probatorio, a generare un ragionevole dubbio tale da poter condurre all'assoluzione secondo gli artt. 529-531 c.p.p.; mere discrepanze temporali o valutazioni alternative dei medesimi dati non sono di norma sufficienti
  • Se il novum appare credibile e rilevante rispetto al nucleo probatorio, il giudice ha l'obbligo di aprire la fase rescindente e il contraddittorio; al contrario, se l'irrilevanza e' manifesta, la declaratoria di inammissibilita' e' legittima
  • In presenza di dichiarazioni di collaboratori corroborate da riscontri (tabulati, contatti, dinamiche temporali) la nuova prova deve incidere sul nucleo di tali riscontri per poter ribaltare la valutazione di responsabilita'

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