Cassazione Civile, Sentenza n. 24234/2025 del 30/08/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa a fatture e corrispettivi per fornitura di metano e gestione del riscaldamento condominiale. Il Tribunale di Roma aveva revocato il decreto ingiuntivo emesso a favore della Bocci Srl, dichiarato risolto il contratto per mutuo dissenso e, dopo quadrature delle poste, condannato la Bocci Srl alla restituzione di somme al Condominio. Entrambe le parti hanno proposto appello. In Cassazione la Bocci Srl ha censurato, tra l'altro, la motivazione apparente della sentenza d'appello e la errata interpretazione delle clausole contrattuali (articoli contrattuali indicati 6, 7, 14 e 13) nonché presunti errori contabili e valutativi del consulente tecnico. Il Condominio ha resistito e ha proposto ricorso incidentale chiedendo, in particolare, il riconoscimento che il prezzo per la riqualificazione della centrale termica era fissato in misura definita e la restituzione di somme pagate in eccesso, nonché interessi ex art. 2033 c.c.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale della Bocci Srl ritenendo che la motivazione della sentenza d'appello fosse apparente e insufficiente: il giudice d'appello si era limitato a ripetere il dictum del primo grado senza costruire una propria e autonoma trama argomentativa e senza esaminare compiutamente le censure sui punti essenziali dell'interpretazione contrattuale e sulle osservazioni relative alla consulenza tecnica. Ha inoltre accolto il secondo motivo del ricorso incidentale del Condominio, rilevando che la Corte d'appello aveva errato nell'interpretazione, perché la clausola contrattuale concernente la riqualificazione energetica prevedeva un prezzo determinato e fisso (euro 75.281,10) e il fattore moltiplicativo 1,18 attiene alla modalità di rimborso e non alla trasformazione del prezzo in una prestazione aleatoria. Sono stati invece respinti altri motivi incidentali. Conseguentemente la Corte ha cassato la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione per nuovo esame e regolazione delle spese di cassazione.
Norme richiamate
Norma invocata per delineare i motivi di cassazione (nullità per motivazione apparente, omesso esame di fatto decisivo, violazione di norme di diritto). La Corte ha valutato la fondatezza dei motivi ex art. 360 comma 1.
Richiamato in relazione alla completezza della motivazione; la Corte ha ricordato che l'omessa considerazione di questioni rilevanti può integrare vizio ai fini della cassazione quando incide sul merito.
Questione di ammissibilità dell'appello: la Corte ha ritenuto che, pur essendo dedotta la mancata indicazione formale delle questioni nell'atto di appello, il giudice d'appello si è comunque occupato del merito, con conseguente implicità nel ritenere infondata l'eccezione di inammissibilità.
Norma richiamata dal Condominio per chiedere interessi sulle somme indebitamente versate; la Corte ha rimesso alla fase di rinvio la valutazione complessiva delle pretese restitutorie e delle eventuali conseguenze di diritto.
Richiama il principio secondo cui l'interpretazione deve mirare a ricostruire la comune intenzione delle parti, non limitandosi al senso letterale se questo non coglie la volontà.
Stabilisce che l'interpretazione deve considerare il contesto negoziale; la Corte ha ribadito che l'elemento letterale resta criterio di partenza ma va valutato alla luce del contesto e della finalità del contratto.
Richiamato nel novero delle regole ermeneutiche relative alla valutazione della volontà e degli elementi contrattuali relevant.
Attinente alla formazione del contratto, citato nel contesto delle regole di interpretazione e ricostruzione della volontà delle parti.
Norma del codice civile sull'appalto invocata dal Condominio per sostenere la fissazione del prezzo dell'opera; la Corte ha ritenuto che la corretta interpretazione letterale della clausola contrattuale imponeva considerare il prezzo della riqualificazione come determinato.
Massime di principio
- Il giudice d'appello non può limitarsi a ripetere la motivazione del primo grado: deve costruire una propria motivazione, anche se sintetica, che renda possibile il controllo della correttezza della decisione in Cassazione.
- Nell'interpretazione del contratto il criterio di partenza è quello letterale; tuttavia la lettera va sempre valutata nel contesto negoziale e con riferimento alla finalità pratica perseguita dalle parti. Se la lettera appare chiara e univoca, prevale il significato testuale.
- Quando una clausola contrattuale fissa esplicitamente un importo (prezzo determinato), tale importo va considerato come prezzo e non trasformato in prestazione aleatoria a meno che il testo contrattuale non esprima chiaramente una diversa volontà delle parti.
- Il riferimento a coefficienti o fattori moltiplicativi nella clausola può disciplinare la modalità di rimborso o dilazione del pagamento senza modificare la natura 'fissa' del prezzo concordato; occorre leggere la clausola nel suo complesso per stabilire se il moltiplicatore incide sul prezzo o solo sulla modalità di versamento.
- Le doglianze circa la consulenza tecnica d'ufficio devono essere affrontate e motivate dal giudice: l'omesso esame di osservazioni critiche rilevanti può costituire motivo di cassazione per motivazione apparente.
- L'eccezione di inammissibilità dell'appello per carenze formali ai sensi dell'art. 342 c.p.c. può essere implicitamente superata se il giudice d'appello decide il merito, ma la parte resistente dovrebbe comunque spiegare con precisione in che misura la carenza ha pregiudicato l'esame delle questioni.
- Per ottenere interessi sulle somme indebitamente pagate ai sensi dell'art. 2033 c.c., è necessario provare l'indebitamento delle somme e, a seconda del caso, la data da cui far decorrere gli interessi e l'esistenza o meno di mala fede dell'accipiens.
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