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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10313/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Marsala del 19/05/2020 che aveva dichiarato inammissibile l'istanza del Procuratore della Repubblica diretta alla revoca della sospensione condizionale delle pene riconosciuta a Er Raissi con sentenze divenute irrevocabili (23/10/2017 e 23/07/2018). Il Tribunale aveva ritenuto che, essendo le precedenti concessioni del beneficio del 2016 inserite nel casellario, la violazione di legge doveva essere esperita mediante impugnazione ordinaria e che la formazione del giudicato precludeva l'intervento del giudice dell'esecuzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Marsala. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione ha omesso l'obbligo di verificare se i precedenti ostativi fossero effettivamente conosciuti dai giudici che concessero la sospensione; in particolare avrebbe dovuto acquisire i fascicoli di causa e controllare l'aggiornamento dei certificati del casellario giudiziale per accertare la "conoscenza effettiva" e non limitarsi a un'asserita "conoscibilità" astratta. Si dispone il rinvio per nuovo giudizio affinché tali accertamenti vengano compiuti.

Norme richiamate

  • art. 164, comma 4, cod. pen.

    La disposizione impedisce la concessione della sospensione condizionale della pena in presenza di cause ostative; la Corte ricorda che, se tali cause esistono, il giudice dell'esecuzione può revocare il beneficio salvo che le cause non fossero documentalmente note al giudice che lo ha concesso.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 37345 del 23/04/2015 (Longo)

    Fermo principio che il giudice dell'esecuzione può revocare la sospensione concessa in violazione dell'art. 164 c.4, il giudice deve acquisire il fascicolo per verificare se le cause ostative fossero documentalmente note al giudice della cognizione.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 19457 del 16/01/2018 (Signoretto)

    Conferma l'orientamento precedente: la revoca è possibile quando la causa ostativa non era documentalmente nota al giudice che ha concesso il beneficio; occorre accertare concretamente la conoscenza.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione non può dichiarare l'inammissibilità della richiesta di revoca basandosi solo sulla "conoscibilità" astratta di precedenti ostativi: deve verificare la "conoscenza effettiva" da parte del giudice che concesse il beneficio.
  • Per accertare la conoscenza effettiva il giudice dell'esecuzione deve acquisire i fascicoli di causa e i certificati del casellario giudiziale per verificare se siano stati regolarmente aggiornati e consultati.
  • Se le cause ostative non risultavano documentalmente note al giudice che concesse la sospensione, il giudice dell'esecuzione ha titolo a revocare il beneficio; diversamente, se la documentazione dimostra la conoscenza, la revoca può essere preclusa.
  • La semplice presenza teorica di sentenze o annotazioni nel fascicolo non vale come prova automatica della conoscenza da parte del giudice che ha concesso il beneficio: serve verifica documentale puntuale.
  • In caso di difetto di approfondimento da parte del giudice dell'esecuzione l'eventuale annullamento del provvedimento impugnato sarà seguito da rinvio per nuovo esame con acquisizione degli elementi probatori necessari.

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