Cassazione Penale, Sentenza n. 33178/2025 del 07/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell’ordinanza del Tribunale di Napoli del 13/05/2025 che aveva accolto la richiesta di riesame della terza interessata e disposto la restituzione di beni immobili, motoveicoli, quote sociali e rapporti bancari precedentemente sottoposti a sequestro preventivo eseguito dall’Ufficio EPPO il 14/04/2025. Il Procuratore europeo contestava la decisione sostenendo: (i) l’inammissibilità della richiesta di riesame perché la terza interessata non avrebbe provato di essere effettiva proprietaria dei beni; (ii) la carenza della motivazione del Tribunale nel non spiegare perché i beni fossero nella disponibilità della terza e non dell’indagato; (iii) l’irrilevanza del tempo intercorso tra decreto di sequestro e individuazione dei beni, in quanto la confisca per equivalente può essere disposta in fase esecutiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivo manifestamente infondato e ha quindi rigettato l'impugnazione del Procuratore europeo, confermando implicitamente l’ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva disposto la restituzione dei beni a Mingolla Annamaria. La Corte ha ritenuto corretti i principi applicati dal Tribunale: il riesame è lo strumento idoneo per i terzi che contestano la disponibilità dei beni anche se l’individuazione è avvenuta in sede esecutiva; l’onere probatorio circa la disponibilità dei beni in capo all’indagato incombe sul Pubblico ministero; la semplice incapienza patrimoniale del terzo non prova la fittizia intestazione; il Tribunale aveva esaminato le deduzioni difensive e ritenuto non provata l’intestazione fittizia, decisione non censurata efficacemente nel ricorso.
Norme richiamate
codice di procedura penale, art. 325, comma 1
Richiamato nella sede di censura sulla motivazione: il ricorrente non ha dedotto specifiche violazioni di legge rispetto alla motivazione con cui il Tribunale ha escluso la prova dell’intestazione fittizia
giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio sul sequestro per equivalente e riesame)
più pronunce citate: Sez. 2, n. 21515 del 20/03/2025 (Mair); Sez. 3, n. 37465 del 25/05/2023 (Ardizzoni); Sez. 3, n. 34602 del 31/03/2021 (Roveta); Sez. 2, n. 20685 del 21/03/2017 (Ventisette); Sez. 3, n. 38512 del 22/06/2016 (Friso) e altre
Conferma che, nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, l’individuazione dei beni in fase esecutiva non preclude il contraddittorio e che il giudizio di riesame è il rimedio ordinario del terzo per far valere la propria esclusiva titolarità o disponibilità
Massime di principio
- Il terzo formalmente intestatario di beni individuati ed aggrediti in fase esecutiva può chiedere il giudizio di riesame per contestare che i beni siano nella disponibilità dell’indagato: il riesame è il canale appropriato per tutelare la titolarità effettiva
- L’onere di provare che beni formalmente intestati a terzi siano effettivamente nella disponibilità dell’indagato grava sul Pubblico ministero; non è sufficiente dimostrare solo l’incapienza patrimoniale del terzo
- L’individuazione dei beni in sede esecutiva non annulla il diritto di difesa dei terzi: qualunque nuova risultanza probatoria introdotta per giustificare l’estensione del sequestro richiede contraddittorio e vaglio giurisdizionale
- La Corte richiede che il Tribunale motivi la propria decisione sulla presenza o meno di intestazione fittizia in modo da evidenziare perché le prove addotte dal PM siano (o non siano) sufficienti; tuttavia la Corte ha confermato che la motivazione del Tribunale in questo caso è stata adeguata
- Per chi difende un terzo interessato: presentare specifiche argomentazioni e prove sulla proprietà e disponibilità esclusiva dei beni è cruciale, ma il processo probatorio resta incentrato sull’obbligo probatorio del PM verso l’accertamento della riferibilità dei beni all’indagato
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