Cassazione Penale, Sentenza n. 5541/2025 del 11/02/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame di Livorno che aveva accolto l'appello degli odierni resistenti disponendo la restituzione di beni sequestrati riconducibili a cantieri e immobili della società Futura s.r.l. La censura principale è che il tribunale ha motivato il dissequestro appellandosi all'affidamento del cittadino e alla presunta "intricatezza" del quadro normativo senza però: 1) interpretare le norme rilevanti (anche se il tribunale stesso riteneva che le disposizioni consentirebbero solo attività commerciali di prodotti agricoli in aree a prevalente funzione agricola, incompatibili con il commercio di materiale edile); 2) spiegare in cosa consisterebbe l'affidamento né perché questo dovrebbe prevalere sulle disposizioni di legge; 3) chiarire se e quale provvedimento di sanatoria fosse intervenuto, il relativo fondamento normativo e le ragioni di fatto e di diritto che lo giustificherebbero; 4) considerare che documentazione depositata dai difensori dopo la decisione non può essere esaminata in sede di legittimità.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato per motivazione apparente: il Tribunale del riesame non ha svolto l'analisi e l'interpretazione del quadro normativo né ha adeguatamente motivato la presunta situazione di affidamento del cittadino o l'eventuale intervento di sanatoria. Inoltre è stato richiamato il divieto di valutare, in sede di cassazione, documentazione sopravvenuta rispetto alla decisione impugnata. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo esame al Tribunale di Livorno ai sensi dell'art. 324, co. 5, c.p.p.
Norme richiamate
competente ai sensi dell'art. 324, co. 5, c.p.p.
Usata per disporre il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale del riesame di Livorno; la Corte ha annullato l'ordinanza per carenze di motivazione e ordinato il nuovo esame ai sensi di questa norma
Massime di principio
- Il giudice che dispone il dissequestro su base di "affidamento" del cittadino deve indicare specificamente le ragioni fattuali e giuridiche di tale affidamento e motivare perché esso prevale sulle norme vigenti.
- Se il provvedimento impugnato fa riferimento a una presunta sanatoria, il giudice è tenuto ad accertare e descrivere se la sanatoria è intervenuta, la sua natura, la norma che la giustifica e gli effetti sul bene sequestrato.
- Non è sufficiente evocare la complessità o l'"intricatezza" del quadro normativo: il giudice deve interpretare le norme rilevanti e spiegare il risultato interpretativo che giustifica la decisione.
- Documentazione sopravvenuta rispetto alla decisione impugnata non può essere esaminata in sede di legittimità; il suo utilizzo richiede il rinvio o la riproposizione in sede di merito.
- La motivazione apparente (mancata analisi normativa o carenza di spiegazioni chiave) può condurre all'annullamento e al rinvio per nuovo giudizio, non al semplice confortamento della decisione impugnata.
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