Cassazione Penale, Sentenza n. 10908/2023 del 14/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano per cassazione la sentenza di conferma della condanna per calunnia aggravata e continuata, deducendo un unico motivo: violazione e falsa applicazione degli artt. 210, comma 6; 197-bis; e 63 c.p.p., per avere la Corte territoriale utilizzato la testimonianza di Claudio Hudorovich escusso ai sensi dell'art. 197-bis senza rispettare le garanzie previste per il "teste assistito". Si sosteneva che Hudorovich, al momento dell'escussione, era indagato per truffa connessa agli stessi fatti e pertanto avrebbe dovuto essere sentito in dibattimento ai sensi dell'art. 210, comma 6, con le relative garanzie. In memoria la difesa prospettava altresì una mancata effettiva conoscenza da parte degli imputati della data d'appello (problema di notifica).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretti i giudizi di merito che avevano: a) accertato il collegamento probatorio ex art. 371, comma 2, lett. b) tra i procedimenti; b) individuato l'applicabilità delle condizioni di cui all'art. 64, comma 3, lett. c) richiamato dall'art. 197-bis, comma 2, potendosi quindi procedere all'escussione senza applicare l'incompatibilità di cui all'art. 197, comma 1, lett. b); c) escluso l'applicabilità dell'art. 210, comma 6, perché le dichiarazioni di Hudorovich non riguardavano il reato per cui era indagato (la presunta truffa), bensì il fatto nel quale era parte offesa (la calunnia), e perché aveva già reso dichiarazioni accusatorie contra alios. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile come nuovo il motivo riportato nella memoria riguardante la mancata conoscenza dell'appello, non previamente dedotto, e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Disposizione richiamata dalla difesa secondo la quale le garanzie dell'assistenza del difensore e della facoltà di non rispondere si applicano anche alle persone imputate in un procedimento connesso o collegato che non hanno reso precedenti dichiarazioni sulla responsabilità dell'imputato; la Corte ha ritenuto che non fosse applicabile nel caso concreto perché le dichiarazioni del dichiarante non riguardavano il reato per cui era indagato e perché egli aveva già reso dichiarazioni accusatorie.
Regola l'escussione del dichiarante che è indagato per reati connessi o collegati; la Corte ha ritenuto legittima l'escussione ex art. 197-bis richiamando l'art. 64, comma 3, lett. c) e valutando che le condizioni normative erano rispettate.
Richiamato nel contesto dell'art. 197-bis per le garanzie da fornire al dichiarante; la Corte ha ritenuto che l'avvertimento previsto fosse stato osservato e sufficiente nella specie.
art. 371, comma 2, lett. b) c.p.p.
Predisposizione sul collegamento tra procedimenti; la Corte ha accertato l'esistenza del collegamento probatorio tra il procedimento in cui Hudorovich era persona offesa e quello in cui era indagato, legittimando l'uso delle sue dichiarazioni nel processo contro i ricorrenti.
art. 64, comma 3, lett. c) c.p.p.
Norma che prevede l'avvertimento al dichiarante indagato che può assumere la qualità di testimone; la Corte l'ha ritenuta applicabile e decisiva per escludere l'incompatibilità del dichiarante con la veste di testimone secondo l'art. 197, comma 1, lett. b).
art. 197, comma 1, lett. b) c.p.p.
Regola l'incompatibilità all'ufficio di testimone per chi ha interesse nel giudizio; la Corte ha ritenuto che, per volontà del legislatore e per le condizioni del caso, tale incompatibilità fosse esclusa in virtù delle disposizioni richiamate (art. 197-bis e art. 64, comma 3, lett. c).
Massime di principio
- Quando un dichiarante è indagato in un procedimento collegato, l'escussione ex art. 197-bis è possibile se sono rispettate le condizioni dell'art. 64, comma 3, lett. c); in tale caso non opera automaticamente l'incompatibilità prevista dall'art. 197.
- L'art. 210, comma 6, si applica solo se le dichiarazioni riguardano la responsabilità per il reato per cui la persona è imputata nel procedimento connesso/collegato e se non ha precedentemente reso dichiarazioni in merito; se le dichiarazioni riguardano invece il fatto in cui quella persona è parte offesa, l'art. 210(6) può non trovare applicazione.
- Il collegamento probatorio ex art. 371, comma 2, lett. b) può giustificare l'utilizzabilità di dichiarazioni rese in altri procedimenti, purché verificate le condizioni di legge sulle garanzie del dichiarante.
- I motivi nuovi introdotti solo in memoria in Cassazione o non sollevati in sede di gravame sono generalmente inammissibili; le questioni di fatto e le nuove deduzioni tardive vengono respinte.
- Le contestazioni relative a vizi di notifica o mancata comunicazione dell'udienza devono essere tempestivamente dedotte nei gradi precedenti; se sollevate tardivamente rischiano l'inammissibilità.
- In cassazione per manifesta infondatezza la Corte può dichiarare inammissibile il ricorso e condannare il ricorrente alle spese e a somme alla Cassa delle ammende quando i motivi reiterano censure già esaminate e respinte in sede di merito.
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