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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41148/2024 del 07/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione ex art. 671 c.p.p. e aveva rideterminato il trattamento sanzionatorio; il motivo principale censura la determinazione della pena in continuazione con riferimento ai reati accertati con la sentenza del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bologna (9/05/2019), sostenendo la violazione dell'art. 671 c.p.p. perché il giudice dell'esecuzione ha quantificato gli aumenti per i reati-satellite in misura superiore a quella fissata in sede di cognizione (in sede esecutiva ha fissato ciascuno dei tre reati in mesi 9, mentre in sede di cognizione la pena per due reati-satellite era stata di mesi 6, entrambi poi ridotti di un terzo per il rito abbreviato).

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha confermato il riconoscimento della continuazione ma ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente agli aumenti per continuazione relativi ai reati già ritenuti satellite dalla sentenza del GUP di Bologna. Ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Venezia, in funzione di giudice dell'esecuzione e in diversa composizione, per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio che tenga conto del principio secondo cui il giudice dell'esecuzione non può aumentare la misura dei reati-satellite oltre quanto fissato in sede di cognizione irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Disciplina il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; il giudice dell'esecuzione può riconoscere la continuazione ma non può quantificare gli aumenti per i reati-satellite in misura superiore a quella già fissata con sentenza irrevocabile in sede di cognizione.

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Norma che indica i motivi di impugnazione per cassazione; qui utilizzata per censurare la determinazione della pena in continuazione come violazione di legge e del corretto potere di determinazione del giudice dell'esecuzione.

  • Sez. U, n. 6296 del 24/11/2016 (Rv. 268735 - 01)

    Giurisprudenza di legittimità unificata che afferma il principio per cui il giudice dell'esecuzione non può aumentare gli incrementi di pena per i reati-satellite oltre la misura fissata dal giudice della cognizione con sentenza irrevocabile.

  • Corte cost., sent. n. 183 del 2013

    Richiamata per il principio che impone il rinvio ad altra composizione del giudice di merito in caso di annullamento con rinvio da parte della Corte di cassazione.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione può riconoscere la continuazione ex art. 671 c.p.p., ma nella rideterminazione del trattamento sanzionatorio deve rispettare le misure già fissate in sede di cognizione irrevocabile per i reati-satellite: non può aumentarle oltre il termine stabilito in sentenza.
  • Se in sede esecutiva il giudice supera la misura delle pene per reati-satellite già stabilita in cognizione, la Cassazione annulla la parte del provvedimento relativa agli aumenti e rinvia per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio.
  • Il nuovo giudizio sul punto deve essere svolto da diversa composizione della Corte di appello quando la Cassazione dispone il rinvio (richiamo alla giurisprudenza costituzionale).
  • Nella ricalcolazione delle pene in continuazione occorre tener conto delle riduzioni già operate (es. riduzione di un terzo per il rito abbreviato) e non reintrodurre misure maggiori rispetto a quelle già irrevocabilmente stabilite.
  • Il ricorso per cassazione fondato su art. 606, comma 1, lett. b) è efficace per contestare errori di diritto nella determinazione della pena in sede esecutiva.

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