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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27854/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso verteva sulla illegittima applicazione di una pena sostitutiva in presunta violazione dell'art. 4-bis dell'Ordinamento penitenziario (richiamato dall'art. 59 legge n. 689/1981), con specifico riferimento alla condanna per rapina aggravata inserita nell'elenco ostativo. Il Pubblico Ministero sosteneva che, essendo il reato ostativo, la sostituzione della pena sarebbe illegale e dunque annullabile dal Giudice dell'esecuzione. La Corte ha valutato se tale violazione costituisca una "pena illegale" e ha analizzato il significato del richiamo normativo alle fattispecie ostative, la rilevanza della valutazione concreta della gravità del fatto e l'applicabilità delle preclusioni previste dall'art. 4-bis, comma 1-ter (assenza di collegamenti con criminalità organizzata, terroristica o eversiva).

La decisione

La Corte ha ritenuto che l'applicazione di una pena sostitutiva in violazione di art. 4-bis non rientri nella nozione di "pena illegale" tale da consentire la revoca da parte del Giudice dell'esecuzione. Ha precisato che il richiamo alle fattispecie ostative non determina una preclusione automatica per titolo di reato, ma impone una valutazione concreta (anche alla luce del comma 1-ter) sulla sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata ecc. Pertanto, l'erronea sostituzione operata dal giudice di merito non può essere revocata dal Giudice dell'esecuzione; l'unico rimedio è l'impugnazione nei termini e nei limiti del rito prescelto dall'imputato. Di conseguenza il gravame del Pubblico Ministero volto alla revoca è stato respinto e la statuizione sostitutiva, divenuta irrevocabile, non è stata annullata.

Norme richiamate

  • art. 4-bis Ordinamento penitenziario

    art. 4-bis, comma 1 e comma 1-ter, Ord. pen.

    Il richiamo alle fattispecie ostative non crea un divieto assoluto per titolo di reato: occorre valutare concretamente se sussistono gli elementi che escludono i benefici (es. collegamenti con criminalità organizzata, terroristica o eversiva) ai sensi del comma 1-ter

  • art. 59 legge n. 689/1981

    Il richiamo alle norme sugli ostativi deve essere inteso nell'intero contenuto dispositivo e non come automatica esclusione delle pene sostitutive per le fattispecie indicate; rileva la pena principale concretamente determinata

  • art. 72 legge n. 689/1981

    art. 72 l. n. 689/1981, comma 3

    La previsione della revoca della pena sostitutiva in caso di condanne per delitti indicati lascia spazio a un accertamento concreto della gravità del fatto e dunque conferma la necessità di valutazioni non meramente astratte per titolo di reato

  • Sezioni Unite, sentenza Sacchettino

    Sez. U Sacchettino (richiamata)

    Conferma il principio secondo cui l'accordo sulla pena finale rende ininfluenti errori nei passaggi procedurali, salvo che essi comportino l'applicazione di una pena materialmente illegale

Massime di principio

  • La violazione di norme ostative (art. 4-bis) nella concessione di benefici o pene sostitutive non costituisce automaticamente "pena illegale": occorre verificare se l'errore abbia prodotto una pena non prevista dal sistema sanzionatorio
  • Per le pene sostitutive il criterio primario è il limite della pena principale concretamente determinata dal giudice; non si applica automaticamente una preclusione per titolo astratto di reato
  • L'art. 4-bis comma 1-ter impone una valutazione concreta sull'assenza di collegamenti con criminalità organizzata, terroristica o eversiva: se tali collegamenti non emergono, i benefici possono essere concessi anche per reati inclusi nell'elenco
  • Gli errori nei "passaggi" procedurali o calcolatori che non determinano una pena materialmente illegale non sono rilevanti una volta che la decisione sia divenuta irrevocabile; il rimedio è l'impugnazione nei termini e secondo il rito prescelto
  • Il Giudice dell'esecuzione non ha potere di revocare una statuizione definitiva per il solo motivo dell'erronea applicazione degli ostativi, salvo che emergano profili di illegittimità sostanziale che configurino pena illegale

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