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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01365/2026 del 13/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice dell'esecuzione)

La controversia

Il condannato ha proposto ricorso contro l'ordinanza della Corte di appello di Roma, resa in funzione di giudice dell'esecuzione, che aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra i reati oggetto di tre sentenze della medesima Corte di appello (una del 2024, una del 2022 e una del 2021, queste ultime già unificate tra loro in precedente ordinanza). Il ricorrente ha dedotto, da un lato, l'incompetenza funzionale della Corte di appello a provvedere in executivis sulla sentenza del 13 giugno 2024, sostenendo che essa avrebbe inciso solo sulla pena; dall'altro, violazione di legge e vizio di motivazione per non aver valorizzato lo stato di tossicodipendenza come movente unitario delle condotte, tutte finalizzate a procurarsi stupefacente o denaro per acquistarlo, evidenziando anche che la droga venduta a Guidonia sarebbe stata reperita nel territorio romano. La Corte di cassazione ha ritenuto infondata la doglianza sulla competenza, ha ribadito che il giudizio sulla unicità del disegno criminoso è di merito e richiede allegazioni specifiche e concrete, e ha giudicato generiche le censure sulla tossicodipendenza, inidonea da sola a fondare la continuazione; ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato che la Corte di appello di Roma era competente a provvedere in sede esecutiva, anche perché aveva già inciso sulla pena in sede di cognizione e, comunque, per il principio di unitarietà dell'esecuzione nei procedimenti con pluralità di imputati. Nel merito, ha ritenuto corretta la motivazione del giudice dell'esecuzione, che aveva escluso la continuazione per la diversità di tempi e luoghi delle condotte e per l'assenza di elementi specifici idonei a dimostrare un unico programma criminoso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    disciplina il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; richiede la prova di un unico disegno criminoso, non desumibile automaticamente dalla mera tossicodipendenza o dalla contiguità dei fatti.

  • art. 599-bis c.p.p.

    richiamato per spiegare che la Corte di appello aveva recepito l'accordo e rideterminato la pena, con effetti sulla competenza esecutiva.

  • art. 665, comma 2, c.p.p.

    attribuisce la competenza del giudice d'appello in executivis quando la decisione di primo grado sia stata sostanzialmente elaborata/riformata in appello.

  • art. 616 c.p.p.

    consente, in caso di inammissibilità del ricorso, la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di reato continuato in sede esecutiva, l'unicità del disegno criminoso costituisce un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo se privo di adeguata motivazione.
  • Il condannato che invochi la continuazione deve allegare elementi specifici e concreti; non bastano la contiguità temporale dei fatti, l'analogia dei titoli di reato o la mera serialità delle condotte.
  • La mera condizione di tossicodipendenza non fonda, di per sé, una presunzione di unicità del disegno criminoso per i reati commessi al fine di procurarsi droga o denaro per acquistarla.
  • La continuazione richiede la prova di un programma criminoso unitario e non può essere confusa con una scelta di vita delinquenziale o con una abitualità criminosa orientata a trarre sostentamento dagli illeciti.
  • Nel giudizio di esecuzione, la competenza del giudice d'appello può persistere anche nei confronti di soggetti la cui decisione sia stata confermata, in presenza di un precedente intervento sostanziale sul trattamento sanzionatorio e per il principio di unitarietà dell'esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompetenza
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

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