Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5185/2024 del 06/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Varese del 14/07/2023 che, in appello ex art. 322-bis c.p.p., aveva parzialmente riformato il rigetto del G.I.P. riguardo alla richiesta di restituzione di beni sottoposti a sequestro (beni mobili, immobili, somme, conti, fondi, polizze) disposti con ordinanza del 15/06/2022 in relazione a fatti di usura contestati al marito Ferraro Gianfranco. I motivi principali sono: mancata e superficiale disamina delle memorie e della documentazione prodotta dalla difesa (artt. 273 e 321 c.p.p.), con conseguente inversione dell'onere della prova; mancato accertamento della riconducibilità effettiva dei beni al marito e assenza di connessione temporale e quantitativa tra reato contestato e sproporzione patrimoniale (art. 240-bis c.p.p.); illegittima valorizzazione delle movimentazioni bancarie e illegittimo accertamento sul nucleo familiare nonostante alla ricorrente non sia contestato alcun reato spia. La ricorrente sostiene di aver documentato entrate lecite (attività lavorativa, eredità, affitti, polizze) idonee a giustificare gli acquisti contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile (art. 616 c.p.p.), ritenendo che i motivi dedotti attaccavano in realtà la motivazione del provvedimento impugnato e non contestassero censure di legge scrutinabili in sede di legittimità sulle misure reali. La Corte ha ritenuto congrua e non apparente la motivazione del Tribunale di Varese, che aveva mantenuto il vincolo su vari beni per evidente sproporzione tra valore dei beni e redditi dichiarati e per la collocazione temporale degli acquisti (periodo sospetto 2016-2021), richiamando la consolidata giurisprudenza secondo cui, se il terzo è un familiare stretto dell'imputato, l'onere di dimostrare la legittima provenienza grava sull'intestatario. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla cassa delle ammende per la colpa nella determinazione del motivo di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    menzionato come parametro dell'appello in materia di misure reali

    indica il rito d'appello esperito dalla ricorrente contro l'ordinanza del G.I.P.; la Corte osserva che il riesame del Tribunale è avvenuto nei limiti consentiti e che le censure sollevate impugnano la motivazione più che la legittimità formale

  • art. 273 cod. proc. pen.

    richiamato dalla ricorrente come base per contestare la mancata valutazione della documentazione; la Corte ritiene però che la doglianza sia un'apprezzamento critico della motivazione e non una violazione di norme che renda il ricorso ammissibile

  • art. 321 cod. proc. pen.

    invocato dalla difesa per lamentare omissioni nella disamina delle memorie; la Corte lo circoscrive come argomento che incide sulla motivazione e non su profili di illegittimità formale esaminabili in cassazione in materia di misure reali

  • art. 240-bis cod. proc. pen.

    norma richiamata in relazione al sequestro dei beni per sproporzione patrimoniale rispetto ai redditi; la Corte approva la valutazione del Tribunale che ha ritenuto sussistente sproporzione e collocazione temporale sospetta rispetto ai fatti di reato

  • art. 325, comma 1 cod. proc. pen.

    «il sindacato della Cassazione in tema di ordinanze del riesame relative a provvedimenti reali è circoscritto alla possibilità di rilevare ed apprezzare la sola violazione di legge ... quando sia constatabile la mancanza assoluta di motivazione o la presenza di motivazione meramente apparente»

    la Corte ribadisce il limite del sindacato di legittimità sulle misure reali: la cassazione può censurare solo vizi di legge o mancanza/manifestità di carenza motivazionale, non il merito dell'apprezzamento del giudice del riesame

  • art. 616 cod. proc. pen.

    dispositivo invocato per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione e per la condanna alle spese processuali

Massime di principio

  • In materia di misure reali (sequestri/restituzioni) la Corte di Cassazione verifica principalmente vizi di legittimità e l'eventuale mancanza o apparente motivazione; i rilievi che colgono la discrezionalità valutativa del giudice del merito sono di norma inammissibili
  • Se il soggetto che dichiara la proprietà del bene è un familiare stretto dell'imputato, l'onere probatorio di dimostrare la legittima provenienza dei beni grava sull'intestatario; l'assenza di adeguata giustificazione patrimoniale può legittimare il mantenimento del vincolo
  • La documentazione probatoria prodotta dalla difesa deve essere valorizzata in modo tale da incidere su questioni di diritto o rivelare una manifesta carenza motivazionale per rendere ammissibile il ricorso in Cassazione; semplici contestazioni di fatto o valutazioni alternative non sono sufficienti
  • La valutazione della 'sproporzione' tra valore dei beni e capacità reddituale e la collocazione temporale degli acquisti (periodo sospetto) sono criteri decisivi per legittimare il sequestro preventivo di beni in presenza di indizi di reato patrimonialmente rilevanti
  • Quando si impugna un provvedimento reale è utile focalizzare le censure su violazioni normative precise o su omissioni motivazionali macroscopiche; altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile e di comportare condanne alle spese e ammende

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.