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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11519/2022 del 29/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che ha confermato la condanna per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale e ha negato il riconoscimento delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena. Il fatto: fermato dagli agenti mentre guidava, invitato a sottoporsi all'etilometro, si sarebbe sottratto ripartendo ad alta velocità e dirigendosi contro un agente che riuscì ad evitarlo. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione, censurando in particolare l'omessa valutazione complessiva dei parametri di cui all'art. 133 cod. pen., il notevole decorso temporale (circa sette anni) e la mancata prova della velocità e del concreto pericolo per l'incolumità degli agenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso quanto alla doglianza relativa alle attenuanti generiche per aspecificità del motivo. Ha invece accolto la censura riguardante il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena, ritenendo la motivazione della Corte d'appello una "clausola di stile" priva di spiegazione sul perché la gravità del fatto e il pericolo esposto alle persone offese escludessero la prognosi favorevole sulla futura astensione dall'imputato. La sentenza impugnata è annullata esclusivamente su questo punto e rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Firenze per supplemento di motivazione e nuova determinazione; per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile e l'affermazione della responsabilità dell'imputato è resa irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte ricorda che la valutazione delle circostanze attenuanti generiche richiede un esame complessivo dei parametri indicati dall'art. 133; il ricorrente aveva lamentato l'omessa considerazione di tali parametri (es. decorso del tempo). La Cassazione ha ritenuto tuttavia il motivo sulle attenuanti generiche aspecifico, mentre ha contestato la carenza di motivazione riguardo alla sospensione condizionale, richiedendo al giudice di merito di motivare compiutamente la prognosi sulla futura astensione dall'imputato.

Massime di principio

  • La contestazione della mancata concessione delle attenuanti generiche richiede motivi specifici che colleghino i parametri di cui all'art. 133 cod. pen. al caso concreto; motivi vaghi sono inammissibili.
  • La negazione della sospensione condizionale della pena deve essere adeguatamente motivata: il giudice deve spiegare perché la gravità del fatto e il pericolo per le persone offese rendono negativa la prognosi di futura astensione dall'imputato; formule di stile non sono sufficienti.
  • Il lungo decorso temporale tra fatto e decisione può essere rilevante come elemento favorevole, ma va espressamente valutato e motivato dal giudice; l'assenza di tale valutazione può costituire motivo valido per annullamento parziale.
  • La semplice affermazione della 'gravità del fatto' o del 'pericolo cagionato' senza illustrare le circostanze concrete (velocità, rischio effettivo, condotta personale) non soddisfa il dovere motivazionale richiesto dalla Cassazione.
  • Se la motivazione è carente solo su un punto (ad es. sospensione condizionale), la Cassazione può annullare la sentenza limitatamente a quel punto e rinviare al giudice di merito, lasciando inalterata la restante pronuncia di condanna se le altre doglianze sono inammissibili.
  • Per impugnare efficacemente una decisione sull'applicazione delle misure alternative o sospensive è utile predisporre memoria con rilievi puntuali e prove/idonee argomentazioni sul profilo personale e sull'assenza di pericolosità futura.

Testo integrale

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