Cassazione Civile, Ordinanza n. 17597/2025 del 30/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da una domanda con cui una società agricola chiedeva di accertare la propria proprietà sul tratto del Rivo Novo di Quarto che attraversa il suo fondo e di definire il confine con i terreni confinanti, assumendo che il canale avesse perso la natura demaniale perché da decenni privo di acque pubbliche. In precedenza la società aveva ottenuto una sentenza che aveva riconosciuto la natura privata del canale e condannato un precedente convenuto al ripristino del corso d’acqua. Successivamente, però, il Ministero e l’Agenzia del Demanio avevano invocato una pronuncia del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche che avrebbe accertato la natura pubblica dell’acqua del canale, sostenendo quindi la demanialità del bene e l’incompetenza del Tribunale ordinario. Il Tribunale ordinario ha declinato la competenza in favore del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. Con il ricorso per regolamento necessario di competenza la società ha contestato tale statuizione, sostenendo che il giudice ordinario avrebbe potuto decidere sulla proprietà e sui confini, e che il Tribunale Regionale si sarebbe pronunciato solo sulla domanda di natura demaniale dell’acqua senza affrontare altri profili; ha anche lamentato la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di ulteriori coeredi/confinanti.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto corretta la declinatoria di competenza in favore del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. Ha osservato che il petitum sostanziale della causa non era solo il regolamento di confini, ma l’accertamento della proprietà del tratto di canale e quindi, in via necessaria, la verifica della perdita o meno della natura demaniale del corso d’acqua. Tale accertamento incide sul regime delle acque pubbliche ed esige indagini tecniche sull’appartenenza del bene al demanio idrico, sicché la competenza appartiene al giudice specializzato. La Corte ha anche precisato che eventuali profili di giudicato sulla precedente pronuncia e la questione del contraddittorio integrativo non elidevano il difetto di competenza del giudice ordinario. Il ricorso è stato quindi rigettato; la causa dovrà essere riassunta davanti al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche; la ricorrente è stata condannata alle spese di legittimità e all’ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
artt. sul riparto di competenza tra giudice ordinario e Tribunale regionale delle acque pubbliche
Il riparto va determinato in base al petitum sostanziale e alla necessità di accertare, con indagini tecniche, se l’area o il bene rientrino nel demanio idrico; se tale verifica è necessaria, la competenza spetta al giudice specializzato.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il pagamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Nel conflitto di competenza tra giudice ordinario e Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche, ciò che rileva è la sostanza della domanda: se per decidere occorre stabilire se il bene o l’area facciano ancora parte del demanio idrico, la controversia appartiene al giudice specializzato.
- La competenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche non viene meno perché la questione demaniale sia prospettata come pregiudiziale, incidentale o eccezione: quando l’accertamento sulla natura pubblica del corso d’acqua è necessario alla decisione, esso radica comunque la competenza specializzata.
- Le contestazioni sul confine o sulla proprietà di un tratto d’alveo o di sponda non possono essere decise dal giudice ordinario se presuppongono un’indagine tecnica sulla persistenza della demanialità o sulla eventuale sdemanializzazione del bene.
- Eventuali questioni di giudicato o di integrazione del contraddittorio non superano il preliminare difetto di competenza del giudice adito, dovendo essere esaminate dal giudice munito di giurisdizione/competenza sulla controversia principale.
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