Cassazione Penale, Sentenza n. 25286/2023 del 12/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Napoli che, con rito abbreviato, aveva confermato la condanna del Tribunale di Napoli (21/06/2021) di Pan Xiyi a 2 anni di reclusione per i reati di cui agli artt. 473 e 322, comma 2, cod. pen. L'imputato era accusato di aver offerto 850 euro a un militare della Guardia di Finanza per evitare un controllo e il sequestro di merce ritenuta contraffatta (somma non accettata). Nel ricorso si deduceva un vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione al reato di cui all'art. 473 (si sosteneva che parte delle calzature fossero autentiche in quanto il marchio sarebbe stato registrato e si produceva documentazione sui marchi "Jay way"/"Joy Way") e si affermava che l'imputato fosse mero dipendente dell'esercizio, non titolare, richiamando anche il verbale di sequestro che indicherebbe l'intestazione dell'attività a Liangguang.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: il ricorrente ha richiamato elementi probatori decisivi sulla contraffazione senza allegarli nel ricorso, impedendo alla Corte di verificarne la veridicità; la Corte territoriale aveva motivato correttamente l'assenza di prova della mera qualità di dipendente e aveva ritenuto che la condotta di offrire denaro fosse indicativa di una titolarità di fatto dell'azienda. Conseguenze: inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, per ragioni di colpa nella proposizione del ricorso, pagamento in via equitativa di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma utilizzata per contestare la contraffazione/imitazione dei marchi della merce sequestrata; la Corte ha ritenuto sussistente una imitazione idonea a integrare la violazione del diritto tutelato.
Norma richiamata per il reato di corruzione/istigazione alla corruzione relativo all'offerta di denaro a un pubblico ufficiale (Guardia di Finanza) per impedire il controllo e il sequestro; la mancata accettazione della somma non ha impedito la rilevanza penale della condotta.
Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata come presupposto per disporre l'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende quando la inammissibilità del ricorso dipende da colpa; applicata per quantificare l'importo in via equitativa (euro 3.000,00).
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile basare un motivo su documenti o prove decisive che non siano stati allegati: chi impugna deve depositare gli elementi probatori richiamati in modo che la Corte possa verificarli; altrimenti la doglianza è inammissibile.
- La mera affermazione difensiva (es. "ero solo dipendente") non è sufficiente a esonerare da responsabilità: occorre produrre prove documentali della qualificazione; la condotta concreta dell'imputato (es. tentativo di offrire denaro) può far ritenere una titolarità di fatto.
- L'offerta di denaro a un pubblico ufficiale per impedire un controllo è penalmente rilevante anche se il denaro non viene accettato: rileva il tentativo/istigazione alla corruzione.
- Nelle contestazioni di contraffazione, va distinta la confondibilità dall'imitazione dolosa: la parte che sostiene l'autenticità o la registrazione del marchio deve fornire prova documentale specifica; l'assenza di tali prove rafforza la valutazione del giudice sulla natura imitativa della merce.
- L'inammissibilità del ricorso comporta non solo il rigetto dell'impugnazione ma anche il pagamento delle spese processuali e, in presenza di colpa nella proposizione del ricorso, l'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende secondo i criteri richiamati dalla giurisprudenza costituzionale.
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