Cassazione Penale, Sentenza n. 25180/2023 del 12/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP di Lamezia Terme per il delitto di omicidio di Luigi Trovato. Il ricorrente contestava: 1) l'utilizzabilità dei frames estratti da filmati di videosorveglianza (mancato deposito integrale dei filmati e violazione del diritto di difesa); 2) la sussistenza e la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e la mancata autonoma motivazione del giudice; 3) la configurabilità del concorso di persone nel reato (contestando il nesso e l'eventuale previo concerto); 4) la configurabilità della scriminante della legittima difesa (sostenendo che gli spari furono reazione a un agguato e miravano solo a fini dissuasivi); 5) l'insussistenza delle esigenze cautelari e l'errata applicazione della misura più afflittiva (custodia in carcere anziché misure meno gravose come domiciliari con braccialetto). Sono complessivamente 7 motivi articolati su tali punti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo le censure infondate. Ha confermato che: il PM può selezionare gli atti da trasmettere a sostegno della richiesta cautelare e l'invio di annotazioni di servizio in luogo della registrazione integrale non costituisce di per sé vizio; il Tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la valutazione dei gravi indizi (richiamando chiamata in reità, spontanea presentazione dei due indagati, dichiarazioni confessorie e risultanze dei frame) e l'esclusione della natura meramente difensiva degli spari (per la dinamica degli eventi: primo sparo da Monteleone, seguito da fuoco di Paola, inseguimento e ulteriori spari, posizione di mira di Paola). Ha altresì escluso la legittima difesa alla luce dell'assenza di pericolo attuale al momento dell'inseguimento e della mancanza di elementi che gli avversari fossero armati. Sulla sussistenza delle esigenze cautelari ha richiamato la presunzione relativa per i reati di omicidio e ritenuto congrua la custodia in carcere; ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e disposto gli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Il PM può selezionare gli atti da trasmettere a sostegno della richiesta di misura cautelare; l'invio di annotazioni di servizio in luogo della registrazione integrale non comporta automaticamente inutilizzabilità o nullità del provvedimento di misura, se non risulti che la registrazione integrale fosse stata effettivamente trasmessa al GIP.
art. 274, lett. c) cod. proc. pen.
Rilevata la rilevanza delle esigenze cautelari speciali (pericolo di reiterazione e gravità del fatto), valorizzando le modalità allarmanti del delitto (spari in luogo pubblico, numero rilevante di colpi) e la personalità negativa dell'indagato.
art. 110 cod. pen.
Richiamato nel contesto del concorso di persone nel reato: la Corte conferma che il concorso può esistere anche senza un previo accordo formale quando si realizza un'intesa estemporanea che dia un contributo causalmente efficiente all'altrui proposito criminoso.
art. 575 cod. pen.
Norma sostanziale che disciplina l'omicidio; utilizzata per qualificare il fatto contestato e per inquadrare la gravità del reato ai fini cautelari.
art. 52 cod. pen.
La scriminante della legittima difesa è esclusa perché mancavano elementi di pericolo concreto e attuale al momento degli ulteriori spari e non risultava provato che gli avversari fossero armati; la mera reazione a un'aggressione non garantisce automaticamente la scriminante.
art. 275, comma 3 cod. proc. pen.
Rilevata la presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari per il reato di omicidio, che alleggerisce l'onere motivazionale del giudice circa la pericolosità dell'indagato, salvo elementi contrari che la difesa debba efficacemente allegare e dimostrare.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma utilizzata per la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Riferimento agli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia di rigetto e alla condanna alle spese.
Massime di principio
- La pubblica accusa può selezionare e trasmettere atti sintetici (es. annotazioni di servizio) in luogo della registrazione integrale; ciò non rende automaticamente inutilizzabili i materiali audiovisivi se non risulti che la registrazione sia stata effettivamente disponibile e non trasmessa.
- Per configurare il concorso di persone non è necessario un accordo antecedente: è sufficiente un'intesa o un contributo estemporaneo e causalmente efficiente all'azione criminoso.
- La legittima difesa richiede un pericolo concreto, attuale e proporzionato: la reazione successiva a un fuggi-fuggi o l'inseguimento degli avversari può escludere la scriminante se il pericolo non è più attuale.
- Per i reati gravi come l'omicidio opera una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari; il giudice non è tenuto a dimostrare in positivo la pericolosità se la difesa non fornisce elementi idonei a superare tale presunzione.
- In cassazione contro provvedimenti di libertà il ricorrente deve indicare in modo specifico e motivato in che punti l'omessa o insufficiente valutazione avrebbe portato a conclusioni diverse; censure meramente formali o generiche sono destinate a essere rigettate.
- La spontanea presentazione e le dichiarazioni confessorie rafforzano il quadro indiziario ma non eliminano, di per sé, le esigenze cautelari qualora permangano elementi di pericolo di reiterazione o di allarme sociale.
- La scelta della misura cautelare deve essere adeguatamente motivata; per fatti con modalità particolarmente allarmanti (spari in luogo pubblico, pluralità di colpi) la custodia in carcere può ritenersi proporzionata se non emergono elementi concreti che rendano applicabili misure meno afflittive.
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