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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47910/2023 del 01/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che, in accoglimento dell'appello cautelare del Pubblico Ministero, aveva ripristinato il sequestro preventivo disposto dal GIP sui beni e somme ritenuti profitto del reato tributario (art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) a carico di Ridolfi quale legale rappresentante di Gedoil srl. I ricorrenti deducevano: carenza/mancata motivazione del fumus commissi delicti (in particolare la consapevolezza della frode da parte di Ridolfi e la buona fede di Gedoil dimostrata dal pagamento tramite bonifico e dalle verifiche commerciali), carenza di motivazione sul periculum in mora (anche in ragione del lungo decorso temporale e dell'incapienza dei beni), contrasto con il giudicato tributario (annullamento dell'accertamento 2015 e sospensione per il 2016) e inutilizzabilità di intercettazioni disposte in altro procedimento penale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società Gedoil srl per assenza di procura speciale. Quanto al ricorso di Ridolfi: rigettati in gran parte i motivi relativi al fumus commissi delicti e al rapporto con il giudicato tributario (il Tribunale aveva compiuto una valutazione sommaria e motivata richiamando indizi e intercettazioni), ma accolto in parte il motivo relativo alla carenza di motivazione sul periculum in mora. La sentenza impugnata è annullata limitatamente al profilo del periculum in mora e la causa è rinviata al Tribunale di Roma per nuovo esame; la Corte segnala che nella fase di rinvio il Tribunale dovrà anche valutare documenti prodotti successivamente (atto di sgravio/posizione debitoria). Condanna della ricorrente Gedoil al pagamento delle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Riferimento alla fattispecie di dichiarazione fraudolenta e agli elementi del reato tributario per individuare il profitto confiscabile; utilizzato quale norma sostanziale del reato contestato.

  • art. 322 bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello cautelare del Pubblico Ministero avverso provvedimenti relativi a misure cautelari; titolo dell'appello che ha portato al ripristino del sequestro in primo grado.

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Stabilisce la necessità, per i terzi interessati alla restituzione dei beni, di conferire procura speciale al difensore per proporre ricorso in Cassazione contro provvedimenti cautelari reali; la sua mancata osservanza ha determinato l'inammissibilità del ricorso di Gedoil srl.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limitazione della motivazione nelle impugnazioni; richiamata per delimitare l'enunciazione dei motivi nei ricorsi in cassazione.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.

    Capitoli di impugnazione in Cassazione richiamati per censurare la motivazione apparente sia sul fumus commissi delicti sia sul periculum in mora.

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Norma sull'inutilizzabilità delle intercettazioni per assenza di presupposti di connessione; invocata in ordine alla rilevanza di intercettazioni acquisite in procedimento diverso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali (spese e versamento alla Cassa delle Ammende) in caso di inammissibilità del ricorso; applicata alla ricorrente Gedoil srl.

  • art. 581, comma 1 ter e quater, cod. proc. pen.

    Riguarda il mandato al difensore per l'impugnazione del condannato in assenza; precisato che tale mandato non sostituisce la procura speciale richiesta all'ente terzo.

Massime di principio

  • Il riesame di misure cautelari reali richiede una valutazione sommaria del fumus commissi delicti e del periculum in mora: il giudice non decide il merito, ma deve motivare adeguatamente entrambi i profili.
  • La mera elencazione di elementi non probatori o l'indicazione generica dell'incapienza dei beni non soddisfano l'obbligo motivazionale sul periculum in mora; il tribunale deve spiegare perché sussiste il rischio di dispersione del profitto.
  • La presenza di sentenze o provvedimenti tributari favorevoli (annullamento accertamenti o sgravio) può incidere sulla sussistenza del profitto confiscabile; tuttavia, ai fini del mantenimento del sequestro, il giudice penale può legittimamente valutare elementi probatori diversi (es. intercettazioni) non esaminati nel giudizio tributario.
  • Documenti prodotti dopo il provvedimento impugnato (es. provvedimenti di sgravio o documentazione dell'Agenzia delle Entrate) devono essere valutati dal giudice di rinvio, ove rilevanti, e possono modificare la valutazione del periculum o dell'esistenza del profitto.
  • I terzi interessati ai beni sequestrati (es. società) devono conferire procura speciale al difensore secondo l'art. 100 c.p.p. per proporre ricorso in Cassazione contro misure cautelari reali; l'assenza di tale procura comporta inammissibilità del ricorso.

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