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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32508/2025 del 01/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Macerata del 07/04/2025 che aveva confermato il sequestro a fini di prova di un telefono cellulare convalidato dal PM il 31/03/2025. Il cellulare sequestrato era diverso dall'apparecchio già censito con il codice IMEI ricollegabile all'indagato nei fatti (tentato furto e violazione della legge sulle armi). Il PM aveva motivato il sequestro richiamando la necessità di ulteriori accertamenti mediante estrazione dei dati comunicativi e la possibilità che dati fossero stati trasferiti da un apparecchio all'altro. Il ricorrente ha dedotto la mera apparenza di motivazione, sostenendo che non risultano indicate ragioni concrete e specifiche che colleghino il cellulare sequestrato al fatto per cui si procede e che la motivazione del PM fosse inidonea a giustificare l'utilità probatoria dell'acquisizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio secondo cui il provvedimento di sequestro a fini di prova deve fornire motivazione specifica ed esaustiva circa la finalità e l'utilità probatoria dell'acquisizione anche quando si tratti del corpo del reato. Nel caso in esame la motivazione era carente: il tribunale si era limitato a richiamare la mera possibilità di trasferimento di dati tra dispositivi senza esplicitare una finalità specifica e senza dimostrare un collegamento oggettivo tra l'oggetto del sequestro e il fatto per cui si procede. Dunque la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Macerata, indicando che non sono ammessi sequestri a finalità meramente esplorative e richiamando il principio di proporzione.

Norme richiamate

  • Sez. U sent. n. 36072 del 19.4.2018

    Il sequestro a fini di prova necessita di specifica motivazione che dia conto in modo esaustivo della finalità probatoria perseguita, anche se riguarda il corpo del reato.

  • Sez. VI n. 1286 del 20.11.2024

    Richiama il principio di proporzione: il sequestro non può avere natura meramente esplorativa e deve essere giustificato da ragioni obiettive di collegamento tra oggetto e fatto.

  • art. 324 c.p.p.

    Norma richiamata per la competenza in caso di annullamento con rinvio; la decisione è stata rinviata al Tribunale indicato dalla norma

Massime di principio

  • Il sequestro a fini di prova richiede una motivazione specifica ed esaustiva che spieghi l'utilità probatoria dell'acquisizione dell'oggetto.
  • Quando l'oggetto sequestrato è diverso da quello già collegato all'indagine (es. un diverso cellulare rispetto a quello con IMEI noto), il giudice deve indicare ragioni concrete del possibile collegamento (es. trasferimento dati documentato, indizi precisi) e la finalità degli accertamenti che si intendono compiere.
  • Non sono ammessi sequestri a scopo meramente esplorativo: deve emergere un nesso oggettivo e proporzionato tra l'oggetto e il reato contestato.
  • Se la motivazione è generica o si limita a mere supposizioni (es. 'possibile trasferimento di dati'), la decisione può essere annullata in Cassazione e il provvedimento restituito per nuovo giudizio.
  • In casi analoghi è opportuno che il PM e il giudice documentino in modo specifico i motivi per cui ritengono l'oggetto utile alle indagini (tipologia di dati attesi, modalità di accertamento tecniche, nessi con elementi probatori già raccolti).

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