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Parere

Parere n. 1017/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, proposto con deposito diretto ex art. 11, d.P.R. n. 1199/1971, dalla signora Selina Major; contro il Comune di Trento; per l’annullamento: - dell'ordinanza n. 7/2022/55 emessa dal Comune di Trento in data 17 marzo 2022, avente ad oggetto “provvedimento dirigenziale di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi allo stato preesistente dei manufatti abusivi realizzati in p.f 39/1 nel comune catastale di Villazzano”; - dell'ordinanza n.48/2022/55 emessa dal Comune di Trento in data 29 dicembre 2022, avente ad oggetto “provvedimento dirigenziale di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi allo stato preesistente dei manufatti abusivi realizzati in p.f 39/1 Villazzano”; - del provvedimento amministrativo di cui al fascicolo n. 6.3.8/2023/28 – pratica n. 64920/2023 - emesso dal Comune di Trento in data 24 luglio 2023, con il quale è stata diffidata a depositare documentazione integrativa dell'istanza di applicazione della sanzione di legge, presentata in data 28 febbraio 2023, entro il termine perentorio di 15 giorni dalla ricezione del provvedimento; - dei provvedimenti amministrativi di cui al fascicolo n. 6.3.8/2023/28 – pratica n. 64920/2023 emessi dal Comune di Trento in data 3 ottobre 2023 con i quali veniva respinta l'istanza di applicazione della sanzione di legge e veniva fissato al 20 novembre 2023 il termine ultimo per la demolizione delle opere abusive; - nonché degli atti tutti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del relativo procedimento; e per ogni ulteriore, consequenziale statuizione;

Giustizia amministrativa202400164

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione di ordinanze comunali di demolizione e rimessa in pristino di manufatti abusivi, nonché degli atti relativi al rigetto dell’istanza di applicazione della sanzione di legge e alla fissazione del termine per la demolizione.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato, con istanza cautelare, plurimi atti del Comune di Trento relativi alla demolizione e rimessa in pristino di manufatti abusivi realizzati su un’area sita nel comune catastale di Villazzano. Ha dedotto eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, violazione del principio ad impossibilia nemo tenetur, nonché irragionevolezza e violazione del principio di affidamento. Nel corso del procedimento il Comune di Trento ha notificato e depositato un atto di opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. La questione esaminata dalla Sezione ha riguardato esclusivamente gli effetti processuali dell’opposizione, ritenuta rituale e tempestiva, senza esame dei motivi sostanziali e dell’istanza cautelare.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione proposta dal Comune di Trento il 27 febbraio 2024. Ha quindi dichiarato il ricorso straordinario improcedibile per trasposizione in sede giurisdizionale, assorbendo la domanda cautelare. I motivi relativi alla legittimità degli atti di demolizione, al difetto di istruttoria e motivazione, all’impossibilità dell’adempimento, all’irragionevolezza e all’affidamento non sono stati esaminati. La Sezione ha richiamato il principio secondo cui l’opposizione costituisce lo strumento per adire il giudice precostituito per legge e il ricorso straordinario, quale rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà delle parti al suo utilizzo.

Osservazioni

Opposizione e trasposizione del ricorso

L’opposizione del Comune di Trento è stata ritenuta rituale e tempestiva; ne consegue l’improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione in sede giurisdizionale.

Domanda cautelare

La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita per effetto dell’improcedibilità derivante dalla trasposizione.

Motivi sostanziali di ricorso

I motivi relativi al difetto di istruttoria e motivazione, alla violazione del principio ad impossibilia nemo tenetur, all’irragionevolezza e alla violazione dell’affidamento non sono stati esaminati.

Norme richiamate

  • art. 10 d.P.R. n. 1199/1971

    L’opposizione della parte resistente, se rituale e tempestiva, determina la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale.

  • art. 11 d.P.R. n. 1199/1971

    Disciplina il deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato, modalità utilizzata dalla ricorrente.

Massime di principio

  • L’opposizione rituale e tempestiva proposta da una parte ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 rende improcedibile il ricorso straordinario per trasposizione in sede giurisdizionale.
  • Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in quanto rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà di tutte le parti interessate al suo utilizzo; l’opposizione consente alla parte di adire il giudice precostituito per legge.
  • Quando il ricorso straordinario diviene improcedibile per trasposizione, la relativa domanda cautelare resta assorbita e non deve essere esaminata dal Consiglio di Stato.

Impugnazione di atti comunali di demolizione mediante ricorso straordinario

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una privata contro il Comune di Trento, avente a oggetto ordinanze di demolizione e rimessa in pristino di manufatti abusivi, oltre agli atti relativi al rigetto dell’istanza di applicazione della sanzione di legge e alla fissazione del termine per la demolizione.

Motivi dedotti dalla ricorrente

La ricorrente ha denunciato:

  • eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione;
  • violazione del principio “ad impossibilia nemo tenetur”;
  • irragionevolezza dell’azione amministrativa;
  • violazione del principio di affidamento.

Ha inoltre formulato un’istanza cautelare diretta alla sospensione dell’efficacia degli atti impugnati.

Opposizione del Comune e trasposizione

Nel corso del procedimento il Comune di Trento ha notificato il 27 febbraio 2024 un atto di opposizione al ricorso straordinario, ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo che la controversia fosse trasposta in sede giurisdizionale.

La Sezione ha verificato che l’atto di opposizione era stato effettivamente depositato e lo ha ritenuto rituale e tempestivo.

Valutazioni del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha ribadito che il ricorso straordinario è un rimedio alternativo a quello giurisdizionale e che il suo utilizzo presuppone la concorde volontà delle parti. L’opposizione costituisce lo strumento attraverso il quale ciascuna parte può chiedere che la controversia sia trattata dal giudice precostituito per legge.

Sono stati richiamati, a sostegno, Cons. Stato, sez. III, 25 maggio 2019, n. 3396, e Cons. Stato, sez. I, 18 dicembre 2015, n. 3496.

Esito

Per effetto dell’opposizione rituale e tempestiva, il ricorso è stato dichiarato improcedibile per trasposizione in sede giurisdizionale. La domanda cautelare è stata assorbita. La Sezione non ha esaminato nel merito le censure relative alla legittimità degli atti comunali di demolizione e degli ulteriori provvedimenti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaAbusi edilizi e sanzioni
RamiProcesso amministrativoEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTutela cautelare

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