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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34527/2025 del 23/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando per effetto la sentenza di appello che aveva già confermato la condanna di primo grado. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva confermato la decisione di primo grado. L'unico motivo dedotto riguardava un preteso vizio di motivazione in ordine al mancato riconoscimento di cause di non punibilità. La Corte di cassazione ha rilevato che il motivo era formulato in modo estremamente generico e aspecifico, quindi non idoneo a censurare utilmente la decisione impugnata.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo ipotesi particolari, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico e autosufficiente: deduzioni generiche o aspecifiche non consentono il controllo di legittimità e comportano l'inammissibilità del ricorso.
  • La censura di vizio di motivazione sul mancato riconoscimento di una causa di non punibilità deve indicare con precisione gli elementi fattuali e logici trascurati dal giudice di merito; in difetto, la doglianza è inammissibile.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente sopporta le spese processuali e la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende nei limiti fissati dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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