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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42050/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 07/10/2021 che aveva confermato la condanna in concorso per rapina pluriaggravata. Le censure vertono sull'omessa traduzione dell'imputato all'udienza camerale di appello del 07/10/2021 nonostante avesse tempestivamente richiesto di presenziare, sull'omessa notifica al domicilio eletto del decreto di citazione in appello e su vizi di motivazione nella determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato per la mancata traduzione dell'imputato detenuto che aveva tempestivamente manifestato la volontà di comparire all'udienza camerale d'appello. Ha affermato che tale omissione determina la nullità assoluta e insanabile del giudizio camerale e della sentenza e, perciò, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata disponendo la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Napoli per il prosieguo. Ha altresì dichiarato assorbite le altre doglianze; ha rilevato infine che la notifica "a mani proprie" rende priva di conseguenze l'omessa citazione al domicilio eletto.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. in l. n. 176 del 2020

    Richiamata la forma di svolgimento del procedimento secondo le disposizioni emergenziali/procedure indicate; contestualizza la procedura seguita.

  • art. 127, comma 2, cod. proc. pen.

    Il termine di cinque giorni previsto dalla norma non è imposto alla richiesta di comparizione del detenuto per l'udienza camerale d'appello: la Corte ritiene che la manifestazione tempestiva della volontà di presenziare possa avvenire in qualsiasi modo e non sia soggetta al termine di cui all'art.127, comma 2.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato come principio costituzionale del giusto processo che giustifica il diritto del detenuto a partecipare all'udienza e supporta l'obbligo di traduzione.

  • art. 6 CEDU, comma terzo, lett. c), d) ed e)

    Riferimento ai diritti processuali internazionali relativi alla presenza dell'imputato e alla sua difesa nel giudizio, a sostegno dell'obbligo di traduzione per i detenuti che richiedono di partecipare.

  • art. 14 Patto internazionale sui diritti civili e politici, comma terzo, lett. d), e) e f)

    Ulteriore richiamo agli standard internazionali sul diritto a un equo processo e alla presenza dell'imputato, integrativo dell'interpretazione data dalla Corte.

  • Sez. U., n. 35399 del 24/06/2010

    Giurisprudenza consolidata secondo cui il detenuto che abbia tempestivamente manifestato la volontà di comparire ha diritto alla traduzione in udienza camerale d'appello; la mancata traduzione determina nullità assoluta del giudizio camerale.

  • Sez. 1, n. 9544 del 26/09/2017 (Pezzoni)

    Principio secondo cui la notificazione "a mani proprie" dell'imputato è valida ovunque venga effettuata e prevale sull'elezione di domicilio, rendendo ininfluente l'omessa citazione al domicilio eletto.

Massime di principio

  • Se un imputato detenuto manifesta tempestivamente, in qualsiasi modo, la volontà di presenziare all'udienza camerale d'appello, il giudice ha l'obbligo di disporne la traduzione: l'omissione comporta nullità assoluta e insanabile del giudizio camerale.
  • La richiesta di comparizione del detenuto non è soggetta al termine di cinque giorni previsto dall'art. 127, comma 2, c.p.p.; la tempestività può essere manifestata con qualsiasi mezzo.
  • Quando viene accertata la nullità assoluta per mancata traduzione, le ulteriori doglianze vengono assorbite perché irrilevanti rispetto all'annullamento.
  • La notificazione dell'atto "a mani proprie" dell'imputato è considerata la forma più sicura e valida ovunque eseguita, e rende ininfluente l'omessa notifica al domicilio eletto.

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