Cassazione Penale, Sentenza n. 15597/2023 del 13/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto il motivo, rilevando che il termine di prescrizione era già decorso; ha affermato che la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione prevale sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), poiché l'estinzione è un esito più favorevole per l'imputato; ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e dichiarato il reato estinto per prescrizione.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per inosservanza o errata applicazione della legge penale per mancata declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, ritenuta prevalente rispetto all'esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p.: il reato di minaccia aggravata commesso il 04/08/2013 si era estinto per prescrizione, posto che la recidiva qualificata ex art. 99, comma 4, c.p. (che aumenterebbe i termini di prescrizione) non poteva essere ritenuta applicata automaticamente quando, sin dal primo grado, era stata pronunciata decisione favorevole all'imputato ai sensi dell'art. 131-bis, escludendo così qualsiasi verifica di maggior pericolosità personale derivante dal reato.
Norme richiamate
Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: nel caso di specie era stata applicata sin dal primo grado, perciò non poteva servire a giustificare una diversa valutazione della recidiva qualificata ai fini della prescrizione
Prevede l'aumento dei tempi di prescrizione in caso di recidiva qualificata: tuttavia tale aumento opera solo se la recidiva è effettivamente valutata e accertata; non può essere assunta come esistente quando la precedente decisione ha escluso la verifica della maggiore pericolosità
Stabilisce il termine massimo di prescrizione che può essere aumentato in presenza di circostanze come la recidiva qualificata (richiamato nella valutazione del termine di estinzione)
Fornisce i termini ordinari di prescrizione usati come primo limite per il calcolo dei termini; richiamato per confronto con gli eventuali incrementi previsti dall'art. 99
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 43700 del 28/9/2021, Glorioso, Rv. 282214
Principio secondo cui la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione è più favorevole e prevale sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità, perché l'estinzione elimina il reato nella sua consistenza giuridica e storica
Massime di principio
- Quando coesistono la prescrizione e l'esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis), va preferita la declaratoria più favorevole all'imputato: se il reato è estinto per prescrizione, questa prevale sull'applicazione di art. 131-bis.
- L'aumento dei termini di prescrizione per recidiva qualificata ex art. 99, comma 4, c.p. opera solo se la recidiva è effettivamente accertata e valutata nella decisione; non può essere automaticamente presunta se una precedente decisione ha già escluso la verifica della maggiore pericolosità.
- Se la prescrizione è ormai intervenuta, la Corte può annullare la sentenza impugnata senza rinvio dichiarando l'estinzione del reato.
- L'applicazione di art. 131-bis in primo grado esclude la possibilità di utilizzare quella stessa decisione per giustificare un diverso trattamento nei termini di prescrizione, salvo specifica e diversa valutazione della recidiva.
- Il giudice deve confrontare sempre gli esiti alternativi favorevoli all'imputato (estinzione per prescrizione vs esclusione di punibilità) e adottare la soluzione più favorevole; la prescrizione, che estingue il reato, rappresenta l'esito più favorevole.
- In casi analoghi è necessario calcolare puntualmente i termini di prescrizione alla luce delle decisioni intervenute nei vari gradi e verificare l'effettiva sussistenza di cause di aumento (es. recidiva) prima di negare la declaratoria di estinzione per prescrizione.
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