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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44173/2022 del 21/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il difensore di Bonora ha dedotto un unico motivo di cassazione per errata applicazione della legge penale con riferimento all'art. 124 c.p., sostenendo la tardività della querela presentata dalla persona offesa. Si è rilevato che la persona offesa aveva avuto contezza del fatto-reato negli ultimi mesi del 2013 o, al più, nel gennaio 2014, mentre la querela era stata presentata l'8/5/2014 (la Corte d'Appello indicò la data 9/5/2014), per cui, secondo la difesa, la querela sarebbe stata oltre il termine previsto.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il motivo non manifestamente infondato e, instaurato il relativo rapporto processuale, ha preso atto del maturare della prescrizione: il termine di prescrizione si è compiutamente verificato (anche se in data successiva alla sentenza di appello). Perciò la sentenza della Corte d'Appello è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione. In precedenza il Tribunale aveva condannato Bonora per truffa a 1 anno di reclusione e 1.500 euro di multa, sentenza confermata in appello prima dell'annullamento per prescrizione in Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 124 cod. pen.

    Invocato dalla difesa in relazione alla tempestività della querela per il reato di truffa; la censura era che la querela era tardiva rispetto al momento in cui la persona offesa ha avuto "certezza" del fatto. La Corte di Cassazione ha ritenuto che la valutazione della tempestività implicava questioni di fatto non immediatamente rievocabili in sede di legittimità, rendendo non possibile un sindacato pieno su tale elemento solo in Cassazione.

  • art. 23, comma 8, Dl 137/2020

    Norma procedurale grazie alla quale il Procuratore Generale ha trasmesso la requisitoria scritta; la disposizione è stata richiamata per formalizzare la conclusione del Pubblico Ministero che ha chiesto l'annullamento senza rinvio poiché il reato si era estinto per prescrizione.

Massime di principio

  • La tempestività della querela per reati procedibili a querela va valutata rispetto al momento in cui la persona offesa ha avuto la "certezza" del reato: tale determinazione è prevalentemente di fatto e difficilmente sindacabile in Cassazione se non è manifesto l'errore.
  • Se il ricorso in Cassazione non è manifestamente infondato, la Corte può verificare il decorso della prescrizione; qualora questa sia compiuta, la sentenza di merito può essere annullata senza rinvio per estinzione del reato.
  • Le questioni che richiedono accertamenti di fatto (es. quale momento abbia caratterizzato la piena conoscenza del reato da parte della persona offesa) devono essere trattate preferibilmente nei gradi di merito, poiché la Cassazione non effettua un normale riesame probatorio.
  • Discrepanze documentali (es. date di deposito della querela) e valutazioni temporali devono essere chiarite nei precedenti gradi processuali: una volta che la prescrizione è maturata in base agli elementi disponibili, l'annullamento per prescrizione è una conseguenza possibile anche se la prescrizione si è compiuta dopo la sentenza impugnata.
  • La presentazione di requisitoria scritta da parte del Pubblico Ministero ai sensi di norme straordinarie non preclude la verifica giudiziale della prescrizione del reato.

Testo integrale

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