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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 803/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli dell'8 marzo 2022, con la censura principale di incompetenza del giudice che ha deciso la domanda di applicazione della continuazione tra più sentenze. Il P.M. ha dedotto che, alla data di presentazione dell'istanza originaria (15/02/2021), l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile era una sentenza del Tribunale di Napoli Nord (15/11/2018, irrevocabile il 20/10/2020), per cui la competenza ex art. 665, comma 4, cod. proc. pen. spettava al giudice dell'esecuzione del Tribunale di Napoli Nord e non al Tribunale di Napoli che ha deciso.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Dall'esame degli atti è emerso che l'istanza originaria era stata effettivamente presentata al Tribunale di Napoli Nord, il quale aveva poi declinato la competenza (provvedimento del 20/04/2021). Alla data di presentazione dell'istanza l'ultima sentenza irrevocabile era effettivamente quella del Tribunale di Napoli Nord; pertanto il Tribunale di Napoli era incompetente. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Napoli Nord per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 4

    "se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo"

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che la competenza del giudice dell'esecuzione si determina alla data di presentazione della domanda: il giudice competente è quello che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della domanda, indipendentemente dalla presenza o meno del titolo nel certificato penale.

  • Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro)

    Sezione Unita' n. 42792/2001

    Richiamata per giustificare l'accesso della Corte agli atti del procedimento di merito ai fini del vizio dedotto (possibilita' di esame diretto degli atti quando il vizio concerne la competenza).

  • Sez. 1, n. 16127 del 01/04/2021 (confl. comp. Tribunale Pescara)

    Giurisprudenza di richiamo che conferma il principio secondo cui la competenza si radica in capo al giudice dell'ultimo provvedimento al momento della presentazione della domanda, anche se tale provvedimento non e' ancora inserito nel certificato del casellario giudiziale.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione per istanze che riguardano più provvedimenti emessi da giudici diversi si determina alla data di presentazione della domanda: compete il giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile a quella data.
  • L'assenza di iscrizione di una sentenza nel certificato penale o nel casellario non pregiudica la determinazione della competenza: rileva la data di irrevocabilità effettiva del provvedimento, non la sua annotazione formale.
  • Se l'istanza e' inizialmente presentata al giudice errato e tale giudice declina formalmente la competenza, il successivo provvedimento deciso dal giudice incompetente puo' essere annullato per vizio di competenza; gli atti devono essere trasmessi al giudice competente.
  • E' opportuno allegare o richiamare nei verbali/documenti processuali la documentazione che attesta le date di irrevocabilità delle sentenze (certificati, provvedimenti di condanna, ecc.) per evitare contestazioni sulla competenza.
  • Nel dubbio sulla competenza conviene proporre l'istanza al giudice che, sulla base delle informazioni disponibili, risulti verosimilmente competente secondo l'art. 665 c.4, o chiederne preliminarmente l'accertamento, per ridurre il rischio di annullamento per difetto di competenza.

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