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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 723/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, fino a concorrenza di euro 509.797,00 disposto dal GIP nei confronti di Piazza per il reato previsto dall'art. 10-ter del d.lgs. n. 74/2000. I ricorrenti contestavano che il sequestro avesse attinto un immobile conferito in fondo patrimoniale e formalmente intestato a Greggio, soggetto estraneo alla commissione del reato, perciò non sequestrabile.

La decisione

Il ricorso di Piazza è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse (non è titolare del bene e non ha allegato titolo che legittimerebbe la restituzione). Il ricorso di Greggio è stato rigettato come infondato: la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro in quanto l'indagato Piazza risultava esercitare la disponibilità materiale dell'immobile (terreno acquistato da Piazza, costruzione finanziata con mutuo contratto da Piazza e rate pagate dal suo conto, Piazza vi abitava con persona convivente senza titolo, il trasferimento a Greggio del 2013 non sarebbe stato integralmente pagato e Greggio risiede in altro immobile acquistato nel 2021). Conseguenze: inammissibilità del ricorso di Piazza con condanna al pagamento delle spese e di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; rigetto del ricorso di Greggio con condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-ter

    Norma sostanziale richiamata quale titolo della imputazione (illecito fiscale) che giustifica l'adozione di misure patrimoniali preventivate finalizzate alla confisca, anche per equivalente, se sussistono i presupposti.

  • cod. proc. pen., art. 168

    Riferimento alla disciplina civile e processuale sulla titolarità dei beni nel fondo patrimoniale; la Corte osserva che il vincolo del fondo patrimoniale non è opponibile al sequestro preventivo finalizzato alla confisca quando sussiste la disponibilità materiale del bene da parte dell'indagato.

  • cod. proc. pen., art. 322

    Norma che disciplina il ricorso contro il provvedimento di sequestro; la Corte ricorda che chi non è titolare formale del bene può impugnare solo se dimostra un interesse concreto ed attuale all'impugnazione (es. restituzione della cosa).

  • cod. proc. pen., art. 616

    Norma che dispone le spese e le conseguenze del rigetto del ricorso; applicata per la condanna della ricorrente alle spese processuali in caso di rigetto.

Massime di principio

  • La mera intestazione formale di un bene a terzi o il conferimento in fondo patrimoniale non esclude automaticamente la possibilità di sequestro preventivo finalizzato alla confisca: rileva la disponibilità materiale del bene da parte dell'indagato.
  • Per accertare la "disponibilità materiale" rilevano indizi come: atto di acquisto originario del terreno/immobile, finanziamento o mutuo contratto e pagato dall'indagato, versamenti dal conto dell'indagato, effettiva abitazione o godimento senza titolo da parte dell'indagato, mancato pagamento del corrispettivo in trasferimenti formali.
  • Chi non è il titolare formale del bene impugnato ha interesse ad impugnare solo se dimostra un interesse concreto e attuale (es. titolo che legittimi la restituzione); in mancanza, il ricorso è inammissibile per carenza di interesse.
  • La prova della formale intestazione o del vincolo del fondo patrimoniale può essere rilevante ma non decisiva se sussistono elementi comprovanti la realtà materiale della disponibilità in capo all'indagato.
  • In situazioni simili è fondamentale documentare: titolarità reale dei pagamenti, contratti e movimenti bancari, effettiva presenza/possesso, e l'assenza di rapporti economici che possano far emergere l'interposizione; per il terzo formalmente intestatario, risulta cruciale dimostrare la separazione reale tra patrimonio e indagato.

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