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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 714/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di conferma di condanna per il delitto di cui all'art. 11 d.lgs. n. 74/2000 per simulazione di trasferimenti patrimoniali finalizzati a rendere inefficace la riscossione coattiva. I motivi di ricorso includevano: presunta estinzione del reato per prescrizione (contestazione del dies a quo), vizio nell'applicazione della recidiva ex art. 99 c.p., nullità della costituzione di parte civile per mancata prova della nomina dell'avvocato della parte civile, contestazione della riferibilità della STAR OIL allo ZAGAMI e della ricostruzione fattuale, contestazione della soglia di punibilità (valore dei beni sottratti) e mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 131-bis c.p. e della proporzione della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta l'individuazione del dies a quo e il calcolo della prescrizione, inclusi gli aumenti dovuti alla recidiva e i periodi di sospensione (anche correlati al COVID e ad udienze sospese). Ha confermato la regolare costituzione della parte civile alla luce dell'orientamento delle Sezioni Unite sull'Avvocatura dello Stato e l'utilizzo di avvocati del libero foro da parte dell'Agenzia senza necessità di specifica allegazione. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure sulla responsabilità penale del ricorrente, avvalorando la ricostruzione dei giudici di merito fondata su plurimi elementi dichiarativi e documentali. Ha precisato che per il delitto di cui all'art. 11/2000 rileva l'ammontare delle imposte cui si riferisce la sottrazione fraudolenta e non solo il valore dei beni. Ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi sul trattamento sanzionatorio e sull'art. 131-bis per difetto di specificità e tardività. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese della parte civile quantificate in Euro 3.500, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 11 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Il reato è di pericolo: rileva l'uso di atti simulati o fraudolenti idonei a pregiudicare l'attività recuperatoria dell'amministrazione finanziaria; ai fini della rilevanza penale conta l'ammontare delle imposte sottratte, non il mero valore dei beni

  • art. 99 cod. pen.

    Rilevanza della recidiva qualificata per l'aumento della pena di base; utilizzata per determinare l'aumento del termine prescrizionale

  • art. 157 cod. pen.

    Applicato per l'aumento della pena in presenza di recidiva reiterata specifica in combinato disposto con art. 99

  • art. 161 cod. pen.

    Ulteriore aumento della pena calcolato nel computo complessivo utilizzato anche ai fini del termine prescrizionale

  • art. 491 cod. proc. pen.

    Richiamato in rapporto ai termini per dedurre questioni processuali e alla puntualità delle eccezioni, in particolare sulla costituzione di parte civile

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiesta di applicazione non accolta per difetto di specificità e tardività del motivo in cassazione

  • Sez. U, n. 30008 del 19/11/2019

    Principio secondo cui l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi dell'Avvocatura dello Stato o di avvocati del libero foro senza necessità di allegare la prova dell'indisponibilità dell'Avvocatura; la costituzione a mezzo di avvocato del libero foro non richiede formalizzazioni specifiche

  • Giurisprudenza citata su art. 11 (es. Sez. 3, n. 15133 del 17/11/2017 Stassi; Sez. 3, n. 11078 del 25/11/2021 Bozzetto)

    Conferma che il delitto previsto dall'art. 11 è reato di pericolo e che ai fini della rilevanza penale conta l'entità delle imposte sottratte

Massime di principio

  • Il dies a quo della prescrizione va individuato nel momento consumativo rilevante della condotta fraudolenta (anche tenendo conto dell'azione complessiva) e non necessariamente nella mera stipula di contratti accessori; in caso di recidiva gli aumenti di pena incidono anche sul termine prescrizionale
  • La recidiva qualificata può giustificare aumenti significativi della pena e quindi un diverso computo del termine prescrizionale; i precedenti, se coerenti per tratti e caratteri, sono valutabili anche se risalgono nel tempo
  • Le sospensioni processuali, comprese quelle correlate all'emergenza COVID e ad altre cause processuali, incidono sul computo della prescrizione e devono essere considerate dal giudice
  • La costituzione in giudizio dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite avvocato del libero foro è ammessa senza necessità di allegare la prova dell'indisponibilità dell'Avvocatura dello Stato, per cui le eccezioni tardive su tale punto sono difficilmente ammissibili in cassazione
  • Nel reato di cui all'art. 11 d.lgs. n. 74/2000 rileva l'ammontare delle imposte cui si riferisce la sottrazione fraudolenta; il valore materiale dei beni sottratti può essere irrilevante ai fini della soglia di punibilità
  • Le censure in cassazione relative a questioni già dedotte in appello o al trattamento sanzionatorio richiedono specificità e tempestività; questioni non dedotte nei gradi precedenti sono spesso inammissibili
  • Per ottenere un riesame favorevole di questioni di merito (es. riconducibilità societaria o responsabilità) in cassazione è necessario dimostrare vizi di motivazione logici e giuridici chiari, non semplici dissensi sulla valutazione probatoria

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