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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 716/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Pennestrì impugnava la condanna per aver posto in vendita prodotti ittici in cattivo stato di conservazione (art. 5 lett. b) e 6 legge n. 283/1962), contestando: 1) la mancanza di motivazione circa il pericolo concreto per la salute pubblica; 2) il vizio di motivazione poiché la condanna si sarebbe basata sulla sola assenza di licenza e sul mero esame visivo della merce, senza adeguata dimostrazione dell'idoneità dell'operato dei sanitari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: la motivazione della sentenza impugnata è stata giudicata apodittica e gravemente carente, essendosi limitata a riportare l'operato della polizia giudiziaria e il verbale dei sanitari dell'ASP senza esplicitare elementi che ne comprovassero la correttezza e senza dimostrare il concreto pericolo per la salute pubblica. La Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria, in diversa composizione.

Norme richiamate

  • legge n. 283/1962

    La Corte richiede che, per l'applicazione delle norme che sanzionano la vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione, la condanna sia sorretta da una motivazione che dimostri il concreto pericolo per la salute pubblica e la correttezza dell'accertamento sanitario; non è ammissibile dedurre la nocività o lo stato di conservazione solo dall'assenza di licenza o dal mero esame visivo senza adeguata base probatoria

Massime di principio

  • La mera assenza di licenza non è di per sé prova dello stato di conservazione o della pericolosità degli alimenti; il giudice deve collegare espressamente la licenza alla qualità del prodotto solo se esistono elementi probatori che lo giustifichino
  • Le valutazioni sulla nocività per la salute pubblica richiedono motivazione specifica e, se basate su accertamenti sanitari, il giudice deve indicare elementi che ne attestino la correttezza e attendibilità
  • Il giudizio basato unicamente su esame visivo della merce o su dichiarazioni non corroborate può essere ritenuto apodittico e portare all'annullamento della sentenza per vizio di motivazione
  • In procedimenti analoghi è opportuno produrre o acquisire attestazioni, referti tecnici o perizie che documentino lo stato di conservazione e il rischio sanitario, oltre alla documentazione procedurale degli accertamenti amministrativi
  • Se la motivazione del giudice appare scollegata dai fatti accertati o eccessivamente dipendente dall'operato della polizia giudiziaria/sanitari senza spiegazioni, il provvedimento è vulnerabile in sede di legittimità e può essere rinviato per nuovo giudizio

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