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Sentenza

Sentenza del 24/05/2017 n. 13082 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate aveva rettificato il reddito dichiarato da M.R. per il 1997, imputandogli pro quota utili extracontabili accertati nei confronti della società. La CTR aveva escluso la distribuzione di utili ritenendo che gli importi movimentati bancariamente fossero stati patrimonializzati e non avessero generato riserve occulte. L'Agenzia ha denunciato l'insufficiente motivazione della sentenza, sostenendo che la patrimonializzazione non escludeva né la natura di ricavi delle somme né la loro rilevanza ai fini della determinazione dell'imponibile.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile la memoria difensiva depositata da un avvocato privo di procura speciale valida per il giudizio di cassazione. Nel merito, ha rilevato che, nelle more del giudizio, era divenuta definitiva la sentenza relativa alla società, che aveva accertato gli utili extracontabili. Poiché tale accertamento costituisce il presupposto dell'imputazione degli utili al socio e il giudicato formatosi nei confronti della società produce efficacia riflessa anche nei confronti del socio, la pretesa fiscale verso M.R. è stata ritenuta fondata. Il ricorso dell'Agenzia è stato accolto, la sentenza della CTR è stata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, il ricorso originario del contribuente è stato rigettato. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    insufficiente motivazione

    La norma è stata invocata dall'Agenzia per denunciare l'insufficienza della motivazione della sentenza d'appello, che non aveva spiegato adeguatamente perché le movimentazioni finanziarie non costituissero ricavi imponibili.

  • Art. 83, comma 3, c.p.c.

    Nel giudizio di cassazione la procura speciale può essere apposta in calce o a margine del ricorso o del controricorso; se conferita con un atto diverso, deve risultare da atto pubblico o scrittura privata autenticata con riferimento agli elementi essenziali del giudizio.

  • Art. 111, comma 2, Cost.

    Il principio della ragionevole durata del processo consente alla Corte di cassazione, quando la questione giuridica è già definita e non servono ulteriori accertamenti di fatto, di evitare il rinvio e decidere direttamente nel merito.

  • Art. 384, comma 2, c.p.c.

    Quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può cassare la sentenza impugnata e decidere direttamente la causa nel merito.

  • Principio giurisprudenziale sulla distribuzione di utili extracontabili nelle società a ristretta base sociale

    La presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili richiede, tra gli altri presupposti, un valido accertamento a carico della società sui ricavi non contabilizzati. Una volta divenuto definitivo tale accertamento, esso può produrre efficacia riflessa anche nel giudizio riguardante il socio.

Massime di principio

  • Nelle società a ristretta base sociale, l'accertamento definitivo di utili extracontabili in capo alla società può costituire il presupposto per imputare tali utili ai soci, anche se questi non erano parti del giudizio originario.
  • La patrimonializzazione delle somme o l'assenza di una riserva occulta non esclude automaticamente che le somme costituiscano ricavi imponibili né impedisce, da sola, l'accertamento fiscale.
  • Il socio può contestare l'imputazione dei maggiori redditi, ma la sua posizione è fortemente condizionata dall'esito definitivo dell'accertamento effettuato nei confronti della società.
  • Se durante il giudizio diventa definitivo l'accertamento societario che costituisce il presupposto della pretesa verso il socio, la Corte può decidere direttamente la controversia senza rinvio, quando non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.
  • Nel giudizio di cassazione è essenziale verificare la validità formale della procura speciale: una procura apposta a una memoria diversa dal ricorso o dal controricorso può essere inidonea a legittimare il difensore.

Testo integrale

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