Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 518/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500713

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: tacito diniego del Comune sull'istanza di accesso documentale agli atti di una pratica di sanatoria edilizia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, proprietaria dell'immobile e donante al figlio del locale deposito e delle relative pertinenze, ha chiesto l'accesso agli atti della pratica di condono edilizio definita con concessione in sanatoria, presentata dal figlio ai sensi della legge n. 724/1994. L'istanza riguardava gli elaborati progettuali, le fotografie, l'accatastamento, la relazione tecnica e la perizia giurata contenuti nella pratica. La ricorrente ha dedotto di avere un interesse diretto, concreto e attuale, poiché intendeva verificare se la domanda di sanatoria, asseritamente presentata anche nel suo interesse e per l'intera consistenza dell'immobile, avesse effettivamente riguardato tutti i beni di sua precedente proprietà. Ha quindi impugnato il tacito diniego, deducendo anche la violazione dei canoni di leale collaborazione e buona fede nei rapporti tra amministrazione e cittadino.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha qualificato la richiesta come accesso endoprocedimentale e, al contempo, difensivo. La ricorrente ha dimostrato documentalmente il collegamento con la pratica di sanatoria e l'immediata funzionalità dell'ostensione alla tutela della propria sfera giuridico-patrimoniale. Secondo il Collegio, è sufficiente un nesso di strumentalità tra i documenti richiesti e la situazione giuridica da tutelare; non occorre dimostrare la fondatezza della pretesa sostanziale sottostante né la concreta utilità che i documenti potranno avere in un eventuale giudizio. È stato pertanto riconosciuto l'interesse diretto, concreto e attuale previsto dall'art. 22, comma 1, lett. b), della legge n. 241/1990. Il Comune è stato ordinato di consentire, entro trenta giorni, la visione e l'estrazione di copia dei documenti richiesti, previo pagamento dei costi di riproduzione. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.000, oltre accessori e rimborso del contributo unificato; le spese sono state compensate nei confronti del controinteressato.

Norme richiamate

  • art. 22 l. 241/1990

    interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso

    L'interesse all'accesso sussiste quando la documentazione richiesta presenta un nesso di strumentalità con una situazione giuridicamente tutelata; non è necessario dimostrare la fondatezza della pretesa sostanziale né la concreta utilità processuale dei documenti.

  • art. 1, comma 2-bis, l. 241/1990

    leale collaborazione e buona fede

    La ricorrente ha richiamato i canoni di leale collaborazione e buona fede nei rapporti tra amministrazione e cittadino; la decisione accoglie il ricorso sulla base dei presupposti dell'accesso, senza svolgere un'autonoma disamina della violazione.

  • l. 724/1994

    La pratica oggetto dell'accesso riguarda una domanda di condono edilizio presentata ai sensi della legge n. 724/1994.

Massime di principio

  • L'interesse diretto, concreto e attuale all'accesso documentale sussiste quando i documenti richiesti sono collegati da un nesso di strumentalità a una situazione giuridicamente tutelata del richiedente.
  • Nell'accesso difensivo non è necessario dimostrare in anticipo la fondatezza della pretesa sostanziale che si intende tutelare né la concreta utilità che i documenti potranno avere in un eventuale giudizio.
  • Il proprietario, o chi dimostri un collegamento giuridico qualificato con un immobile interessato da una pratica edilizia, può chiedere l'accesso agli atti della pratica quando l'ostensione sia funzionale a verificare l'estensione e gli effetti del titolo edilizio o della sanatoria.
  • Accertata la sussistenza dell'interesse qualificato, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione l'esibizione e il rilascio di copia dei documenti richiesti entro un termine determinato, salvo il rimborso dei costi di riproduzione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoSanatoria e condono edilizio
RamiAccesso e trasparenzaEdilizia
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicitàBuona fede e correttezza della PA

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.